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Cannes 79: gli italiani sulla Croisette, tra coproduzioni e set in Italia

10-04-2026 Carmen Diotaiuti Reading time: 10 minutes

Tre le coproduzioni italiane in Concorso alla 79 edizione del Festival di Cannes (12- 23 maggio 2026): la produzione UK/ Italia/ Polonia/ Germania/ Francia Fatherland di Pawel Pawlikowski, il nuovo film del due volte Premio Oscar iraniano Asghar Farhadi Histoires Parallèles (Parallel Tales), coproduzione tra Francia, Stati Uniti, Belgio e Italia, e L'inconnue (The Unknown) di Arthur Harari, coproduzione Francia- Italia prodotta da Bathysphere, To Be Continued, Ascent Film con Rai Cinema. Arthur Harari era stato sulla Croisette anche con il suo precedente film, Onoda – 10.000 notti nella giungla, presentato a Cannes 74 come film di apertura di 'Un Certain Regard'.  Stesso anno in cui Farhadi con Un eroe (2021) ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria. Pawel Pawlikowski ha vinto il Premio per la Miglior Regia per Cold War (2018) alla 71ª edizione del Festival di Cannes.

'Fatherland' di Pawel Pawlikowski

Ambientato all’apice della Guerra Fredda, Fatherland racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler) e sua figlia Erika (Sandra Hüller), attrice, giornalista e pilota di rally. A bordo di una Buick nera intraprendono un viaggio attraverso una Germania in macerie: da Francoforte, sotto l'influenza statunitense, fino a Weimar, controllata dai sovietici. Per la prima volta dopo la guerra, Mann torna nella sua nativa Germania, dopo aver preso la difficile decisione di fuggire negli Stati Uniti per mettersi in salvo. Con Fatherland, Pawlikowski riprende da dove aveva lasciato con i pluripremiati Ida e Cold War, esplorando i temi dell'identità, del senso di colpa, della famiglia e dell'amore, sullo sfondo del tumulto e della confusione morale dell'Europa del dopoguerra.

Prodotto da Mubi, Our Films, Nine Hours, Chapter 2, Circle Production e scritto da Pawlikowski insiem a Henk Handloegten, il film vede come protagonisti la candidata all'Oscar Sandra Hüller (La zona d'interesse, Anatomia di una caduta), Hanns Zischler (Munich, Germania nove zero, Nel corso del tempo), August Diehl (La vita nascosta - Hidden Life, Bastardi senza gloria), Devid Striesow (Niente di nuovo sul fronte occidentale) e Anna Madeley (Patrick Melrose, Creature grandi e piccole).

'The Unknown' di Arthur Harari

Coproduzione Francia/ Italia - prodotta da Bathysphere, To Be Continued, Ascent Film con Rai Cinema, in coproduzione con Pathé, France 2 Cinéma, Logical Content Ventures- , L'inconnue (The Unknown) racconta la storia di David Zimmerman, quasi quarantenne, fotografo senza che nessuno lo sappia. Sebbene non esca quasi mai di casa, alcuni amici lo trascinano a una festa folle, doce vede una donna tra la folla. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso e la segue. Nel cuore della notte, la sua vita viene sconvolta, David si sveglia nel corpo di una sconosciuta.

Nel cast Léa Seydoux, Niels Schneider, Victoire Du Bois, Valérie Dréville, Shanti Masud, Lilith Grasmug, Alexandre Pallu. Distributore italiano: Adler Entertainment.

‘Parallel Tales’ di Asghar Farhadi

Asghar Farhadi, 'Parallel Tales'

È una coproduzione tra Francia, Stati Uniti, Belgio e Italia il nuovo film del due volte premio Oscar Asghar Farhadi Histoires Parallèles (Parallel Tales) in Concorso a Cannes 79. Secondo film in lingua francese di Farhadi dopo Il passato (2013), che arriva a quattro anni da Un eroe (2021), film vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 74º Festival di Cannes. Nel cast Isabelle Huppert, Vincent Cassel, Virginie Efira, Pierre Niney, Adam Bessa, con la partecipazione di Catherine Deneuve.

In cerca di ispirazione per il suo nuovo romanzo, Sylvie spia i suoi vicini dall'altra parte della strada. Quando assume il giovane Adam per aiutarlo nella sua vita quotidiana, non sa che lui sconvolgerà la sua vita e il suo lavoro, finché la finzione che lei aveva immaginato non supererà la loro realtà.

Il film – con il montaggio dell’iraniana Hayedeh Safiyari, alla sua settima collaborazione con Farhadi - è prodotto dalla società francese Memento Production, dall'americana Anonymous Content, insieme a Panache Productions e La Compagnie Cinématographique per il Belgio e Lucky Red per l'Italia. 

'Roma elastica' di Bertrand Mandico

'Roma elastica' di Bertrand Mandico

Girato anche a Roma, con set ricostruiti a Cinecittà, il nuovo film di Bertrand Mandico, per la prima volta a Cannes: Roma elastica, in anteprima nella sezione “Séances de Minuit” (Midnight Screenings). (Vedi la nostra SCHEDA SUL SET).
Una sorta di eccezionale "opera felliniana", come ha definito il film il delegato generale Thierry Frémaux durante la conferenza stampa di presentazione della Selezione Ufficiale, la cui trama ruota attorno a un'attrice che sta per girare il suo ultimo film a Roma negli Anni '80. Una coproduzione Francia-Italia, prodotta Atelier de Production, Dugong Films e REdibis Film in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno di Eurimages. 

Ricco di interpreti il cast, a partire dalla protagonista Marion Cotillard affiancata da Noémie Merlant, Agnese Claisse, Zlatko Buric, Milutin Dapcevic, Josephine Thiesen. Diversi i volti italiani, tra cui Martina Scrinzi, Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi,  Michele Bravi, Alessio Gallo, Ondina Quadri, Tea Falco, e con la straordinaria partecipazione di Ornella Muti e l'amichevole partecipazione di Franco Nero.

'Congo Boy' di Rafiki Fariala

Sarà presentata nella sezione parallela “Un Certain Regard” la coproduzione minoritaria italiana Congo Boy di Rafiki Fariala. Una produzione Makongo Films, Karta Film, Unité, Kiripifilms in collaborazione con Rai Cinema. Ambientato a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, il film, dal forte sapore autobiografico, racconta la storia di un diciassettenne rifugiato congolese che vorrebbe intraprendere una carriera musicale nonostante l'opposizione del padre. Quando la Repubblica Centrafricana piomba nella crisi alla fine del 2013, i suoi genitori decidono di fuggire dal paese con passaporti falsi, ma vengono fermati alla frontiera e condannati al carcere. Rimasto solo e senza alcun sostegno, il ragazzo dovrà prendersi cura dei quattro fratelli piccoli e trovare i soldi per far rilasciare i genitori. Contro ogni previsione, la musica lo aiuterà.

“Sono nato in un paese in guerra, il Congo, e sono arrivato nella Repubblica Centrafricana (RCA) quando ero ancora un bambino", ha raccontato il regista il cui primo documentario, We, Students! (2022), è stato presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama. "Considero la RCA il mio paese: è lì che sono cresciuto, dove ho i miei amici e dove vivo ogni giorno. Eppure, non è il mio paese: non ne sono cittadino. Sono un rifugiato. Questo film racconta la mia storia a tutti; cosa significa essere un giovane rifugiato nella RCA, cosa significa avere sedici anni e dover prendersi cura da soli dei propri fratelli e sorelle dopo che i propri genitori sono stati ingiustamente incarcerati. Questi ricordi dolorosi mi hanno tormentato per anni; ancora oggi, la nostra situazione non è risolta. Voglio portare un messaggio di speranza a tutti i miei fratelli e sorelle rifugiati in tutto il mondo: Ce la possiamo fare”.

Erri De Luca in 'La Vie d’une femme'

Tra le altre presenze italiane al Festival, nel cast del francese La Vie d’une femme (A Woman's Life) di Charline Bourgeois-Taquet, In Concorso, lo scrittore Erri De Luca, già in giuria a Cannes nel 2003, il quale sulla sua partecipazione al film racconta: "Sono poco più di una comparsa, è una piccola parte tagliata su misura. Un anziano scrittore che vive isolato in montagna viene raggiunto dalle due protagoniste, e una delle due lo intervista. Quando la regista mi ha chiesto di partecipare mi è sembrato di poterlo fare. Ho letto le pagine della sceneggiatura e l'idea di passare qualche giorno da ospite in montagna mi ha attirato".

Il film, con Lea Drucker e Mélanie Thierry, mette in scena la storia di una primaria in chirurgia, Gabrielle (Drucker), che in piena crisi professionale e personale, anche per l'Alzheimer della madre che si aggrava, stringe un rapporto sempre più profondo con la scrittrice che ha chiesto di osservarla al lavoro, come ispirazione per un suo libro. "Durante le riprese ho apprezzato la calma sorridente che la regista Charline Bourgeois-Tacquet ha trasmesso a me alla troupe, in più ho avuto l'esperienza di condividere la scena con due forti attrici. Mi hanno fatto sentire a mio agio anche fuori dal set" sottolinea De Luca.

Attesa per gli ulteriori titoli che Frémaux ha annunciato saranno rivelati i prossimi giorni, di cui uno in Concorso. E l’Italia, che non ha registi italiani o produzioni maggioritarie in selezione ufficiale, può ancora un po' sperare…