Don’t let the sun, esordo alla finzione della regista svizzera Jacqueline Zund, arriva al cinema dal 21 maggio con Trent Film.
Il film è stato premiato al Locarno Film Festival 2025 con il Pardo per la miglior interpretazione nella sezione Cineasti del Presente all'attore protagonista Levan Gelbakhiani.
Don't let the sun propone una visione provocatoria ma lucida del nostro futuro ormai prossimo, segnato dal cambiamento climatico e da un profondo deterioramento delle relazioni umane. il caldo ha reso impossibile vivere alla luce del giorno: le temperature estreme costringono l’umanità a spostare la propria esistenza nelle ore notturne, trasformando radicalmente non solo gli spazi ma anche le relazioni umane.
Protagonista della storia è Jonah, 28 anni, che lavora per un’agenzia specializzata nel fornire “relazioni su richiesta”: un servizio che offre sostituti affettivi a pagamento per colmare il vuoto emotivo di una società sempre più incapace di sostenere legami autentici. La sua esistenza, costruita su identità temporanee e rapporti simulati, cambia quando viene incaricato di interpretare il ruolo di padre per Nika, una bambina chiusa e diffidente. In questo incontro fragile e imprevedibile, qualcosa si incrina. Mentre Nika comincia lentamente ad aprirsi, Jonah si trova costretto a confrontarsi con emozioni reali, mettendo in discussione il sistema di finzioni in cui ha sempre trovato rifugio.
Con uno sguardo lucido e profondamente contemporaneo, Don’t let the sun esplora il progressivo raffreddamento delle relazioni umane in una società iper-controllata, interrogandosi sul significato dell’intimità, sul bisogno di connessione e sulle forme sempre più ambigue che essa può assumere e imponendosi come un’opera prima di grande forza espressiva, capace di coniugare riflessione sociale e racconto intimo in una narrazione che parla direttamente al nostro tempo.
"Il film è una storia sulla natura fragile delle relazioni nella nostra epoca post-digitale – ha dichiarato la regista Jacqueline Zund – Nella trama non è il mondo digitale a creare distanza tra le persone, ma le condizioni climatiche. La terra si è riscaldata a tal punto che le persone sono costrette a restare al chiuso durante il giorno. Se il calore rende difficile stare bene nella propria pelle, come si può essere vicini a qualcun altro? La storia apre riflessioni provocatorie sui legami umani: è sbagliato colmare il vuoto dell’intimità con una sua versione 'sostitutiva'? Le relazioni a pagamento sono davvero meno autentiche di quelle spontanee? In fondo, ogni rapporto non è uno scambio? Il film non cerca risposte, ma pone domande che toccano il cuore delle nostre fragilità".
Jonah (28 anni) lavora per un’agenzia che fornisce relazioni umane su richiesta: un servizio a pagamento pensato per colmare vuoti affettivi e mettere al riparo dalle delusioni – perfetto in un’epoca in cui l’intimità è sempre più difficile da raggiungere. Le condizioni climatiche estreme hanno reso impossibile vivere alla luce del sole: la Terra si è riscaldata al punto che le persone sono costrette a vivere solo di notte. Ma se la temperatura esterna è salita, quella interiore, emotiva, affettiva, si è abbassata fino al gelo.
Jonah non fatica a calarsi nei panni degli altri, a vivere vite non sue. È più a suo agio quando può essere qualcun altro. Ma un nuovo incarico lo costringe a uscire dal copione: interpretare il ruolo di padre per Nika, una bambina di 9 anni. La sua malinconia, il suo silenzio lo disorientano. Quando Nika inizia lentamente ad aprirsi, qualcosa si muove anche dentro di lui, qualcosa rimasto sepolto troppo a lungo. Il controllo sul suo mondo fatto di finzione e relazioni perfettamente regolate comincia a sgretolarsi. Il loro incontro accende una luce nella notte - una luce che illumina Nika e travolge Jonah fino a bruciarlo.
Il cast comprende Levan Gelbakhiani, Maria Pia Pepe, Agnese Claisse, Karidja Touré e Cecilia Bertozzi.
Girato tra Milano e Genova, con incursioni in Brasile, il film utilizza spazi architettonici fortemente identitari, come il complesso Monte Amiata nel quartiere milanese di Gallaratese, per costruire un immaginario visivo sospeso tra presente e futuro, in cui la dimensione urbana riflette la solitudine e la fragilità dei personaggi.
Don't Let the Sun è prodotto da Lomotion, Casa Delle Visioni e SRF Schweizer Radio und Fernsehen. Sarà distribuito nelle sale italiane con Trent Film a partire dal 21 maggio.