CANNES - “Oggi è un giorno elettrizzante, abbiamo la prima mondiale in un appuntamento come Cannes di un film che racconta un architrave di Cinecittà, del cinema italiano e dell’intera storia del cinema. Cinecittà è entrata in questa avventura con entusiasmo, perché non è un omaggio ingessato, ma un racconto vivo, indipendente, straordinariamente creativo, su un genio di nome Vittorio De Sica, che ci ha insegnato a vedere il cinema, e il mondo”.
Così Manuela Cacciamani, Amministratore delegato di Cinecittà, a poche ore dalla prima ufficiale, in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classics, di Vittorio De Sica – La vita in scena, il film documentario di Francesco Zippel che racconta la straordinaria parabola di uno dei padri del Neorealismo e di un autore che ha fondato la sintassi emotiva del cinema moderno, uno dei registi più influenti della storia. E nel film, prodotto da Quoiat, Luce Cinecittà, Movimenti Production e Sky, che sarà distribuito nei cinema da Fandango, è proprio la profonda influenza dell’autore di ‘Umberto D’. a essere dichiarata da mostri sacri che l’hanno felicemente raccolta come i fratelli Dardenne, Francis Ford Coppola, Wes Anderson, Isabella Rossellini, Ruben Ostlund, Carlo Verdone, Nicola Piovani e tanti altri insieme ai discendenti di Vittorio, a comporre un mosaico irresistibile.
‘Cinecittà sostiene, oggi e da sempre, il cinema indipendente e il documentario, e oggi con particolare gioia perché il film di Zippel non ci regala solo una grande storia di cinema italiano che appartiene tanto ai nostri Studi, ma è un film realmente indipendente nell’atteggiamento, tessuto con freschezza e idee, come nelle animazioni che lo raccordano, nel montaggio, nell’intreccio sofisticato di bellissimi archivi e musiche. Un lavoro che non illustra un classico, ma ce lo restituisce con vividezza, con la qualità vera di Vittorio De Sica, che era quella di essere sempre contemporaneo, sempre nuovo e legato alla vita reale, insieme alla sua straordinaria capacità di narratore, e a una pietas che lo rende, oltre che contemporaneo, eterno. E’ bello avere questa storia, questo cinema italiano e Cinecittà raccontati in questo modo a Cannes e al mondo’.