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Piemonte Film Network a Cannes: "Il cinema è investimento". Fondi, sviluppo e nuove imprese

20-05-2026 Carmen Diotaiuti Reading time: 4 minutes

CANNES - Il Piemonte si presenta al Festival di Cannes con una strategia che punta a consolidare il ruolo della regione come polo produttivo stabile per il cinema europeo e internazionale. Al centro della presentazione all’Italian Pavilion a Cannes ci sono numeri, fondi e una visione industriale sempre più strutturata, costruita attorno all’idea che il cinema non sia soltanto cultura ma anche leva economica territoriale. A sottolinearlo è stata soprattutto la presidente di Film Commission Torino Piemonte Beatrice Borgia, che ha insistito sul valore industriale della filiera audiovisiva piemontese.

 “Quello che conta davvero sono i giorni di ripresa, che sono aumentati rispetto al 2024. Questo è molto importante. Significa che tutte le azioni che abbiamo messo in campo e tutti i produttori che hanno iniziato a lavorare in Piemonte stanno portando progetti di qualità”.

Nel 2025 il Piemonte supera infatti i mille giorni di set sul territorio, dato che la Film Commission considera il vero indicatore dell’impatto economico regionale: “Abbiamo oltre mille e cento giorni di riprese nel 2025, questa è la leva economica. Lo dico sempre: il cinema è un’industria”. Borgia ha ribadito più volte il concetto di investimento pubblico come strumento di sviluppo economico e non semplice sostegno culturale: “Mi piace sempre dire ai nostri stakeholder che devono credere nel fatto che non si tratta semplicemente di spendere soldi, ma di investire fondi”. Secondo la presidente, proprio la continuità degli investimenti regionali sta convincendo sempre più operatori e istituzioni del valore strategico del comparto audiovisivo: “Si sta iniziando a vedere che avere questi fondi e investire nel cinema significa comprendere davvero il valore economico che questo settore può generare per il territorio”.

I fondi del Piemonte: sostegno lungo tutta la filiera

Uno dei punti centrali della presentazione riguarda la costruzione di un sistema di fondi differenziati che copre l’intero ciclo produttivo delle opere audiovisive: “Abbiamo leve di finanziamento per ogni singola parte del ciclo di vita del prodotto”.

Il principale strumento resta il Piemonte Film TV Fund, dedicato a grandi produzioni, film e serie TV. L’edizione 2025 si è chiusa proprio durante il Festival di Cannes.

Accanto a questo esiste il Film TV Development Fund, sviluppato insieme alla Piemonte Film Company e considerato uno degli strumenti più innovativi del sistema regionale. “È la prima volta che un’istituzione finanziaria finanzia direttamente un fondo per il cinema”. Il fondo è pensato per intervenire nella fase più fragile della produzione: lo sviluppo. Funziona come un incubatore legale di nuova creatività e di nuovi progetti. Vogliamo continuare ad attrarre grandi produzioni, ma anche costruire il nuovo».

A completare il sistema ci sono poi i fondi dedicati a documentari e cortometraggi (Piemonte Doc Dilm Fund e Short Film Fund), gestiti direttamente dalla Film Commission.

Nuove imprese e società trasferiscono la sede in Piemonte

Altro dato messo in evidenza riguarda la crescita del tessuto industriale locale. Paolo Manera, Direttore della Film Commission Torino Piemonte, ha spiegato che il sistema dei fondi sta producendo effetti diretti anche sul radicamento delle imprese audiovisive sul territorio. “Trenta società sono state sostenute. Ventiquattro hanno sede in Piemonte, mentre sei sono nuove aziende che hanno aperto un ufficio e la loro sede operativa in Piemonte per entrare nel sistema”.

Secondo Manera, il dato più significativo è che alcune produzioni stanno scegliendo di trasferirsi stabilmente nella regione. “Ci sono società che non vogliono venire in Piemonte solo per girare un film, ma vogliono aprire un ufficio. Due di loro hanno addirittura cambiato sede legale per diventare completamente piemontesi”. Il modello produce anche ritorni economici immediati. “Partendo da 800 mila euro abbiamo generato circa 3 milioni di euro di spesa sul territorio piemontese”.