Il 5 giugno 1946 nasceva a Viareggio Stefania Sandrelli. Attrice simbolo del cinema italiano, con il suo carisma, la sua autenticità e la sua straordinaria versatilità ha saputo interpretare come poche altre le trasformazioni della società e della condizione femminile nel nostro Paese. Dai capolavori della commedia all'italiana alle più raffinate opere d'autore, la sua carriera rappresenta un viaggio attraverso oltre mezzo secolo di storia, cultura e costume italiani.
L'esordio nel 1961 a solo 15 anni, anno in cui recita in Gioventù di notte, per Mario Sequi, ne Il federale, accanto a Ugo Tognazzi, per Luciano Salce, e soprattutto in Divorzio all'italiana, con Marcello Mastoianni, per Pietro Germi, regista che la volle anche nel 1964 in Sedotta e abbandonata.
La consacrazione arriva negli anni Settanta, quando recita per i più grandi registi del nostro cinema, Bertolucci, Monicelli, Comencini e tanti altri in Italia e all'estero, ma soprattutto per Ettore Scola, che la vuole nel ruolo di Luciana, la donna che fa perdere la testa ai due amici ex partigiani Nino Manfredi e Vittorio Gassman, nel suo capolavoro C'eravamo tanto amati, che racconta, attraverso i suoi memorabili personaggi, 30 anni di storia dell'Italia.
Impossibile elencare i ruoli, le collaborazioni per cinema (oltre 100 film), tv e teatro, i registi con cui ha recitato (nel 2024 è stata anche la Parthenope di Sorrentino) e i riconoscimenti, culminati nel Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005.
Nella sua lunghissima e brillante carriera, Stefania Sandrelli ha dato vita a personaggi indimenticabili, profondamente umani, fragili e autentici. Grazie a una recitazione spontanea e mai artificiosa, li ha resi straordinariamente credibili, trasformandoli in uno specchio delle evoluzioni e dei cambiamenti che hanno attraversato la società italiana negli ultimi ottant'anni.