Share

Lino Banfi e quell’albero del giardino di casa Martini di Un medico in famiglia

06-07-2026 Vania Amitrano Reading time: 4 minutes

RIMINI - La facciata di quella casa che per 10 stagioni rappresentò il cuore di una delle più amate serie televisive italiane, Un medico in famiglia, a Cinecittà esiste ancora. Lì davanti c’è un ulivo che negli anni, ben oltre venti ormai, è diventato un albero bello grosso, lo aveva piantato nonno Libero. All’Italian Global Series 2026, prima di ricevere il Maximo Excellence Award, Lino Banfi ricorda quel momento con la speranza nel cuore di vedere realizzata ancora un’altra stagione della serie.

Qualche tempo fa quando con mio figlio Walter passai da Cinecittà, sono voluto tornare un attimo a vedere il giardino dell'ingresso di casa Martini. Era tanto che non entravo e mi sono commosso nel vedere quell’albero che avevo piantato in una scena della quarta stagione. Era un alberello allora e mia moglie diceva che non sarebbe mai cresciuto lì, ma io dissi: ‘Cresce se lo voglio io’. Ed è cresciuto e ora è un albero”, racconta a Rimini con soddisfazione e commozione Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi.

L’attore pugliese il prossimo 9 luglio celebra il suo novantesimo compleanno e non smette di amare quel mestiere di "giullare" che lo ha salvato dalla strada e che dal 1998 al 2016 lo ha fatto a diventare il “nonno d’Italia” con Un medico in famiglia. Chiama in causa Verdiana Bixio, CEO della Publispei che portò al successo la serie: “Ogni anno io le dico di fare l'ultima stagione, cinque puntate non di più, con l'addio della famiglia Martini e lei mi risponde: ‘Lino ci siamo’”.

Noi non abbandoniamo quest'idea, questo sogno di andare avanti – gli risponde calorosamente Verdiana Bixio - perché Un medico in famiglia è sempre stata l'anima della nostra azienda. Abbiamo cominciato proprio da lì l'avventura della Publispei nelle serie televisive. Io ci sono nata e ce l'ho nel cuore, perché fa parte della mia crescita personale e sarebbe bello rivederla in televisione”.

Il set di Un medico in famiglia a Cinecittà

Il set che ospitò quella casa così simbolica per la serie esiste ancora oggi. O meglio, esiste ancora la facciata che lo rappresentava lungo quel viale di villette a schiera dove abitava l’allargatissima famiglia di Un medico in famiglia. “Quella facciata sta ancora a Cinecittà, è stata recentemente anche restaurata – racconta Bixio – Io vorrei tornare a girare lì”.

Anche un soggetto di serie esiste già, ammette Bixio, perché in questo momento così complicato per il mondo intero una serie come Un medico in famiglia sarebbe come un “confortante abbraccio”. Banfi ha già un’idea per il primo episodio: “Le avevo detto scherzando di cominciare con la notizia che nonno lo Libero non c'è più, purtroppo se n'è andato, e invece ad ognuno che arriva poi a casa per vedere dov'è il morto io faccio vedere che sto benissimo, che sto meglio di loro disgraziati che se ne sono andati a Londra e a Parigi. Poi io avevo in mente anche di far aggiungere il personaggio di un bambino di un'altra etnia, come sta succedendo a casa mia”.

Le cose in quasi trent’anni sarebbero certamente cambiate, nonno Libero avrebbe alle spalle un considerevole pezzo di vita in più, ma la casa, quella che è stata l’anima della serie Un medico in famiglia, resterebbe la stessa. “D'altro canto il logo stesso della serie è una casetta. Non si può prescindere da questo”, sottolinea Bixio.