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'La corda': sci-fi che chiude la trilogia sull’uomo di Alberto Fasulo. Set a Bolzano

27-07-2026 Carmen Diotaiuti Reading time: 2 minutes

Sul set in questi giorni tra Bolzano e Svizzera il nuovo film di Alberto Fasulo, La corda, annunciato come uno sci-fi dalle tinte drammatiche ambientato in un futuro distopico. Il film - sceneggiato dallo stesso Alberto Fasulo con Milo Tissone ed Emanuele Bertossi - conclude la trilogia del regista sull’uomo, iniziata nel 2013 con Tir e proseguita con Menocchio (2018). Cinque le settimane di riprese previste, dal 23 giugno fino all’8 agosto, con una troupe di 37 porofessionisti coinvolti. 24 i giorni di riprese totali in Alto Adige. ( la scheda SUL SET )  

Il film è prodotto da Nefertiti Film in coproduzione con Beauvoir Films. La corda ha ricevuto, tra l’altro, il finanziamento alla produzione di IDM Film & Music Commission (seconda call del 2024) e il sostegno a sviluppo e pre-produzione del Ministero delle Cultura. Nel 2020 il film aveva partecipato al programma di workshop per sviluppo progetti di Eave Ties “That That Bind (TTB)”.

'La corda', sinossi

Il vecchio mondo non esiste più e l’intera umanità è rinchiusa in un’astronave, precipitata in un sonno senza fine. Un uomo decide però di svegliarsi e, per questa ragione, viene bandito sulla Terra, trasformata in un deserto avvolto nella nebbia, dove un cane lo con-duce a IDEN, ultima unità abitativa terrestre. Lì vivrà intrappolato, ma al sicuro dalla “malattia della nebbia” che spegne ogni speranza. Mentre il cane mantiene la facoltà di vedere attraverso questa fitta coltre, gli esseri umani sono esclusi da questo adattamento evolutivo. Una volta morto il cane, l’uomo decide di distruggere l’IDEN e togliersi la vita, quando incontra una donna che, come lui, ha deciso di rinunciare al sogno. I due si innamorano e danno alla luce una bambina, che riesce a vedere attraverso la nebbia e a penetrare lo strato di paura che cancella la speranza della vita.