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‘Brianza’: solitudini e desiderio di appartenenza nella black comedy di provincia di Simone Catania

14-10-2026 Monica Sardelli Reading time: 5 minutes

Tra Milano e la Svizzera esiste un luogo chiamato Brianza. Un luogo costruito sul lavoro, sul denaro e sulla paura di perdere entrambi. Con questa premessa Simone Catania firma il suo film Brianza, presentato in Concorso Progressive Cinema alla Festa del Cinema di Roma 2026.

Ambientato nel 2009, racconta di Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una prestigiosa armeria in Brianza che, mentre la crisi economica stringe la morsa sull’Italia, rischia di perdere tutto dopo aver investito una fortuna nell’apertura di una boutique di lusso in Svizzera. Sull’orlo del fallimento accetta di nascondere nel suo armadio blindato i soldi che Alberto Fumagalli (Paolo Pierobon), un eccentrico gestore di pompe di benzina, sottrae alla multinazionale per cui lavora per costringerla a pagargli ciò che gli deve. L'incontro tra i due dà vita a un’alleanza improbabile: Fumagalli trascina Giorgio in un universo dove le regole sembrano avere un significato diverso e dove ogni problema può diventare un’opportunità. Quella che sembra una facile via d’uscita, però, diventa una spirale di segreti e pericoli che minaccia la sua famiglia, il suo onore e tutto ciò che ha sempre cercato di proteggere.

Nel cast, oltre a Paolo Pierobon e Fausto Russo Alesi, anche Marina Rocco, Christophe Sermet, Giovanni Calcagno, Gisella Burinato, Mattia Sbragia, Dimitri Paoletti, Matteo Caremoli.

“Brianza nasce da un legame personale e profondo con il territorio in cui sono nato e cresciuto e con la Svizzera, parte importante della mia storia familiare e professionale. La vicenda è ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto proprio vicino alla mia casa natale, e mi ha permesso di raccontare un mondo che conosco da vicino. Attraverso Giorgio, Alberto e Valentina, il film esplora la solitudine, il desiderio di appartenenza e la necessità di essere riconosciuti all’interno di una società dominata dal successo e dalle apparenze. La crisi economica del 2008 diventa il detonatore che costringe questi personaggi a mettere in discussione la propria identità e i propri valori” commenta il regista Simone Catania.

Il film è una coproduzione Italia-Svizzera, prodotto da Indyca e Beauvour Films in associazione con Rough Cat, in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera, in collaborazione con Rai Cinema.

Da un soggetto di Simone Catania e Fabio Natale, che lo hanno sceneggiato assieme a Ugo Chiti.

Dove è stato girato il film 'Brianza'

L'armeria Majerna in piazza XVIII Dicembre a Torino

Location principale del film è l’Armeria Farina, che nella realtà è L'armeria Majerna situata in piazza XVIII Dicembre a Torino. È qui che si svolgono le scene principali del film a partire dal contatto tra i due protagonisti, l’armiere Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi) e l’eccentrico affarista Alberto Fumagalli (Paolo Pierobon).

Altri luoghi delle riprese sono gli spazi in via Negarville di Torino, i comuni di Chivasso, Giaveno, Sant’Ambrogio in provincia di Torino.

I fotogrammi iniziali mostrano un uomo in macchina che aspetta di fronte ad una chiesetta: si tratta della Cappella di San Marchese, situata ad Altessano, frazione del comune di Venaria Reale (Torino). Da lì uscirà un complice con un fagotto tra le braccia: la statua di un bambinello. La scena ricorda il paesaggio desolato di un moderno western.

La troupe ha girato per pochi giorni nella stessa Brianza, tra il comune di Mariano Comense e il centro storico di Como (porta Torre).

"La provincia ci dà la possibilità di mettere sullo schermo innanzitutto territori poco raccontati e originali - aggiunge Francesca Portalupi, produttrice di Indyca - e poi ti permette di arrivare all'essenza di archetipi umani che, anche se distanti, mettono a nudo una serie di attitidini, di modi di vivere, di guardare, di lottare per affermarsi. C'è un senso del tendere verso qualcosa che può essere l'eldorado, la città, un'ambizione che in tanti casi, come quello che raccontiamo, diventa anche deleterio per i personaggi. Inoltre permette di mettere in scena il tema della solitidine, in questo caso di due uomini che pensavano di avercela fatta e invece sono costretti a fare i conti da soli con le macerie delle loro vite. Questo è per me un film sulla solitudine di chi non ha il coraggio di dire 'è cambiato qualcosa nella mia vita, non sono quello che volevo, non sono quello che voi vi aspettate che io sia'".

Alcuni ciak riprendono paesaggi e ambientazioni del Canton Ticino (Svizzera): Mendrisio (alcune parrocchie), Bedano (il poligono di tiro), Lugano (il museo Masi, alcune boutique e l’hotel Villa Castagnola), Chiasso e Novazzano.