Cosa succede quando una crisi sentimentale diventa una crisi di governo? E se dentro ciascuno di noi esistesse un Parlamento in cui le diverse parti della coscienza si contendono continuamente il potere, tra maggioranze risicate, opposizioni instabili e tentativi di alleanza destinati a fallire? Da questo spunto prende il via la commedia surreale scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (Boris, Ogni maledetto Natale), Il Ministero dell’Amore in anteprima alla Festa di Roma (Grand Public) e su Prime Video dal 18 dicembre.
A metà stada tra Inside out e FolleMente, il film usa la satira per raccontare le contraddizioni individuali e quelle della politica italiana, mettendo in scena il mondo interiore di un cronista parlamentare, Aldo (Pif), che passa le sue giornate nel caos della politica romana, appostato a Piazza di Montecitorio in attesa di uno scoop. Ma pure nel suo mondo interiore i sentimenti diventano una questione di Stato, e un singolare Consiglio dei Ministri governa ogni decisione attraverso decreti e leggi, con dinamiche di potere che riproducono, in chiave grottesca, i meccanismi della politica italiana. In questo peculiare governo il conflitto interiore assume la forma di un’opposizione politica, talvolta incapace di trovare una sintesi e altre volte pronta a mettere in discussione ogni decisione.
Una crisi di governo, però, è dietro l’angolo e sta per esplodere quando la sua storia d'amore con Claudia (Alessandra Mastronardi) inizia a vacillare. La crisi sentimentale diventa una rappresentazione della crisi permanente del Paese, ma anche delle contraddizioni che attraversano le persone apparentemente più sicure. Il tentativo di salvare l’amore diventa allora una lotta politica nella quale si continua a cercare un accordo pur sapendo che potrebbe non esserci più una soluzione. Gli autori ammettono anche di essersi concessi alcuni riferimenti più espliciti, comprese citazioni riconducibili a movimenti e manifesti politici. Ma il bersaglio principale resta più ampio: i vizi collettivi, le contraddizioni e le inclinazioni che attraversano la società.
Pif spiega che il protagonista rappresenta qualcosa di più ampio di una singola vicenda individuale: la metafora politica non serve soltanto a costruire una commedia sulle istituzioni, ma raccontare una condizione che riguarda tutti: la difficoltà di mettere d’accordo le diverse parti di sé. "Confesso che anche prima di conoscere questa storia ho sempre pensato di avere davvero un'opposizione dentro di me. Ad esempio: cancello un'app e un'opposizione interna mi dice: "No, non dovevi farlo". Certo, ci sono pure quelli che si sentono più sicuri, che hanno sempre la maggioranza assoluta e a cui non cade mai il governo, ma non è il mio caso".
Un altro cruciale aspetto del film riguarda la scelta di come rappresentare visivamente la mente. Gli autori hanno raccontato di aver cercato una soluzione che si allontanasse dai modelli più tecnici e scientifici spesso utilizzati dal cinema americano per mettere in scena il mondo interiore di Aldo. La svolta è stata immaginare un governo antiquato, rappresentato con un giallo Anni ‘70, con la sua burocrazia e i suoi rituali, capace di contenere nello stesso spazio la polverosità della politica e l’immobilità di certe strutture mentali. Un mondo polveroso e immobile, che sembra esistere da sempre e nel quale i personaggi trascorrono più tempo a elaborare strategie e combattere battaglie interne che a prendere decisioni efficaci.
"Ho trovato molto divertente che abbiano scelto che il governo che muove Aldo sia chiaramente degli anni Settanta. Se lo avessero ambientato oggi sarebbero stati tutti lì a cercare elementi di attualità. Anche il mio personaggio non si sa assolutamente a quale partito appartenga, ma potrebbe essere 'Ignavi per la democrazia' o una cosa del genere" commenta Corrado Guzzanti, che nel Governo interiore veste i panni del Presidente del Consiglio.
Tratto dalla pièce teatrale Stare meglio oggi (2013) di Giacomo Ciarrapico, il film è coprodotto da Amazon MGM Studios e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni per Ideacinema. Straordinario il cast corale che dà vita ai membri del Consiglio e dell’Opposizione: Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro, Carlo De Ruggieri, Massimo De Lorenzo, Federico Cesari, Leonardo Lidi, Cristina Pellegrino, Daniele Natali, Luca Amorosino, Giampiero Judica, Lucio Patanè, Thomas Trabacchi, Ninni Bruschetta, Fabio Balsamo e Andrea Pennacchi.