Ci sono diverse strade per restituire il racconto di un fatto di cronaca grave e tragico come un femminicidio, con la serie Melania Rea, presentata alla XXI Festa del Cinema di Roma, il regista Stefano Mordini (La lezione, 2025) ha scelto due direzioni che si intrecciano tra loro: quella più calda e aperta propria della vittima prima dell’omicidio e quella più fredda e terrificante del suo carnefice dopo il delitto. La miniserie crime in 4 episodi è interpretata da Maria Esposito, nei panni di Melania, e da Daniele Rienzo in quelli di Salvatore Parolisi ed è disponibile dal 6 novembre in esclusiva su HBO Max.
Scritta da Doriana Leondeff e Gloria Mottarelli, l’urgenza di raccontare la storia di Melania Rea è nata al regista Stefano Mordini dalla semplice rilettura dell’articolo di legge sul femminicidio: “L'articolo di legge del 2 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, che nasce dal femminicidio di Melania Rea, è il motivo che mi ha spinto a raccontare la sua storia”.
Mordini spiega alla presentazione della serie a Roma di aver voluto lavorare più sulla messa in scena che su una ricostruzione in senso stretto: “Quando si parte da un fatto vero, puoi decidere se fare ricostruzione o mettere in scena, che significa prendere tutti gli elementi e gli stilemi raccolti negli atti e nella verità e trasportarli in una dimensione filmica in cui lo spazio scenico e i corpi all'interno di questo spazio costruiscono una storia fatta di sentimenti, movimenti, dettagli, ragionamenti e persino della possibilità che il finale sia diverso rispetto a quello della realtà”.
Il 20 aprile 2011 il corpo della ventinovenne Melania Rea viene ritrovato in un bosco a Ripe di Civitella, nel parco nazionale d'Abruzzo, non lontano da dove viveva con il marito, il caporal maggiore dell'esercito Salvatore Parolisi, e con la loro figlia di 18 mesi, Vittoria. Il racconto della serie Melania Rea prende il via dalla denuncia di scomparsa di Melania, presentata dal marito dopo che la donna si era apparentemente allontanata durante una gita con lui e la loro figlia al Pianoro di Colle San Marco (AP). Da quel momento passato e presente si intrecciano e la narrazione ripercorre la vita della giovane donna dall’incontro con il marito, attraversa la loro storia fino alla sua tragica fine e alla sentenza di condanna del suo omicida.
Per ricostruire la storia di Melania Rea e la dinamica relazionale tossica che ha portato al suo violento omicidio, la serie si è avvalsa della collaborazione della stessa famiglia Rea, della consulenza del loro avvocato, della criminologa Margherita Carlini, degli investigatori e dei cronisti che hanno seguito il caso. La storia narrata si fonda sui fatti, gli aneddoti e le testimonianze dirette dei protagonisti uniti allo studio di fonti documentali verificate: sentenze, atti, prove depositate nei dibattimenti e perizie di parte.
In Melania Rea Somma Vesuviana e la provincia di Ascoli fanno da sfondo alla ricostruzione della vicenda con un impianto narrativo che alterna personaggi reali ad altri liberamente ispirati a persone realmente coinvolte. Ma c’è una distinzione netta anche sul piano morale che separa questi due spazi nella serie.
“La riflessione sulla messa in scena partiva da come affrontare il prima e il dopo quel 18 aprile 2011 – spiega il regista Stefano Mordini - Nel prima sono protagonisti il desiderio, la fiducia e l'energia di Melania: sono loro a condurre la macchina da presa, a spingerla in avanti. Qui comanda la figura dentro lo spazio scenico, una forma di "corpo dilatato": un corpo in vita, caldo, seduttivo, che agisce per urgenze. Nel dopo comanda la paura di vedere ciò che non vorremmo fosse successo. In questa parte i protagonisti sono i luoghi, luoghi estranei ai familiari, all'amica, al fratello. Tutto è avvenuto in uno spazio che i Rea non conoscono, e questo genera un timore che alimenta la paura della rivelazione. Qui le distanze sono faticose da attraversare: sono spazi psicologici, e avvicinarsi è pericoloso, perché a quel punto bisogna vivisezionare il dolore”.
I luoghi del delitto sono ricostruiti nella serie (scheda set) con cura. Il parco giochi a Pianoro di Colle San Marco (AP) in cui Salvatore denuncia la scomparsa della moglie Melania e soprattutto la baracca nel bosco di Ripe di Civitella Casermette dietro alla quale è stato rinvenuto il cadavere della giovane donna sono restituiti con estrema accuratezza. Per i luoghi di origine di Melania le riprese sono state effettuate tra Frignano e San Marcellino in provincia di Caserta. Alcune scene sono state girate anche a Roma.
Melania Rea si avvale del patrocinio di Fondazione Una Nessuna Centomila. La miniserie crime è una produzione Originale HBO Max prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci per Stand By Me ed è disponibile dal 6 novembre su HBO Max.