Sarà al cinema dal 26 marzo Don Chisciotte di Fabio Segatori, con la fotografia di Ugo Lo Pinto, che vede tra gli interpreti Alessio Boni nei panni del protagonista, Fiorenzo Mattu,che interpreta Sancho Panza, Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, tra i film in concorso al 17° Bif&est - Bari International Film&Tv Festival.
Il film è stato girato principalmente nell’Alto Ionio in un territorio spettacolare e misterioso, tra calanchi, castelli medievali, fiumare e spiagge incontaminate.
Le riprese si sono svolte tra maggio e giugno 2024. Il primo ciak in Basilicata il 6 maggio con set a Pisticci, Montalbano Jonico, Craco, Borgo Taccone e Genzano di Lucania.
Troupe e cast si sono poi spostati in Calabria dove dal 14 maggio hanno iniziato a girare al Castello di Oriolo per poi proseguire la settimana successiva a Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Palazzo Pignatelli, a Piana di Cerchiara (in cui è stato allestito il set della masseria di Don Chisciotte), San Lorenzo Bellizzi.
Il prologo e l'epilogo ha ambientazione siciliana, in particolare a Messina, in una chiesa sconsacrata che nel Seicento fungeva da ospedale civico. Qui fu a lungo ricoverato lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes a causa delle gravi ferite rimediate durante la battaglia di Lepanto.
"Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?" osserva il regista Fabio Segatori, che aggiunge: "Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si rende conto che 'la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati'".
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre locations.
Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.
Il cavaliere cerca di difendere i più deboli, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato, umiliato e infine sconfitto, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera.
Il film, ispirato al celebre romanzo di Miguel de Cervantes, è prodotto da Paola Columba per Baby Films e si avvale del contributo del Ministero della Cultura, Calabria Film Commission, Lucana Film Commission e Comune di Messina.