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‘Il bene comune’, Papaleo in un viaggio al femminile verso la natura più antica d’Europa nel Parco del Pollino

04-03-2026 Vania Amitrano Reading time: 4 minutes

Tra le montagne dell'Appennino meridionale, nel Parco Nazionale del Pollino, sul versante calabrese, abita l'albero più longevo d'Europa, è un pino loricato e si stima che abbia circa 1250 anni. È a questo albero “immarcescibile” che i personaggi de Il bene comune, quarto lungometraggio diretto da Rocco Papaleo, intendono arrivare attraverso un cammino che è tanto fisico quanto interiore.

Per questo suo viaggio cinematografico tra i boschi del Pollino Papaleo sceglie di farsi accompagnare da un cast di rilievo quasi tutto al femminile: Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Rosanna Sparapano, più la cantautrice Livia Ferri al suo esordio come attrice. Il bene comune è la storia di una guida turistica Biagio (Rocco Papaleo) e di un'attrice di "insuccesso" Raffaella (Vanessa Scalera) che decidono di portare quattro detenute alla ricerca del pino loricato sul massiccio del Pollino.

Il bene comune, i personaggi

Samanta (Claudia Pandolfi) ha scelto la via del crimine solo per salvare se stessa e suo figlio dalla violenza di un marito abusante; Gudrun (Teresa Saponangelo) è un’infermiera napoletana rimasta senza lavoro, disperata, ha compiuto la più assurda delle rapine in un supermercato ed è stata arrestata mentre cercava di salvare un cliente colto da infarto; Fiammetta (Livia Ferri) era una promessa della musica indipendente, tradita dalla sua manager e compagna, ha dato fuoco alla sua casa e ha smesso di cantare, forse, per sempre; Anny (Rosanna Sparapano) è un’ingegnera informatica divenuta una hacker ambientalista.

Le loro storie compongono un piccolo universo umano delicato, fragile, eppure forte e tenace, proprio come il pino loricato di cui vanno alla ricerca prima di finire di scontare la loro pena. Intorno a questo albero e al paesaggio, selvaggio e straordinariamente affascinante proprio come queste donne, ruota il senso dell’intero racconto de Il bene comune.

Il pino loricato e la terra del Pollino

“Il pino loricato è una tipologia di albero secolare che si trova soltanto nel Parco naturale del Pollino e nei Balcani e rappresenta una straordinaria metafora – spiega Rocco Papaleo alla presentazione del film - È l’albero più vecchio d'Europa, ha 1250 anni, e se ne sta lì ancorato, immarcescibile, resistendo in condizioni estreme. Questo albero propone in un certo senso una linea esistenziale: l'idea di essere resilienti ed elastici”.

Simbolo di resistenza, adattamento e radicamento tenace in una terra all’apparenza inospitale e ostile, il pino loricato racchiude in sé la poetica di un racconto fatto di flashback e teatralità pura, senza retorica e finzione. E rappresenta l’obiettivo di un viaggio in cui i personaggi non sono semplicemente circondati dalla natura, ma entrano in dialogo con essa in una reciproca corrispondenza di emozioni.

“Come nel mio vecchio film Basilicata Coast to Coast, anche ne Il bene comune ho voluto riappropriarmi del rapporto con la terra, proprio quella che abbiamo sotto i piedi – sottolinea ancora il regista - Il mio legame con la terra è ovviamente un tema molto, molto sentito da parte mia proprio perché nella natura, a prescindere dalla questione ecologica, trovo che risieda la più grande manifestazione artistica e poetica a cui possiamo assistere. È chiaro che ne sono molto suggestionato e quasi sempre nelle cose che faccio c'è un riflesso della natura”.

La fotografia, curata da Diego Indraccolo (Napoli-New York, 2024), restituisce la bellezza aspra e stupefacente del Parco Nazionale del Pollino trasformando il paesaggio in un vero interlocutore emotivo che accompagna il racconto dei personaggi de Il bene comune.

Il bene comune è prodotto da Massimiliano Orfei, Luisa Borella, Davide Novelli per PiperFilm, una produzione Picomedia, Less Is More Produzioni e Piperfilm in collaborazione con Netflix, al cinema dal 12 marzo con PiperFilm.