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‘Nessun dolore’, Borghi, Golino e Mastandrea nel film di Gianni Amelio

03-09-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

Dove anche il dolore è gioia piena”, è il verso di una poesia di Mario Luzi che il regista Gianni Amelio ritiene centrale per il suo nuovo film, Nessun dolore, presentato Fuori Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Alessandro Borghi e Valeria Golino, con la partecipazione anche di Valerio Mastandrea, sono protagonisti di un racconto che parla di accoglienza e colpa, dolore e libertà, ambientato in una Roma che ospita, respinge e infine incarna i colori di una città ormai multietnica.

Nessun dolore nasce da un bisogno lontano: andare oltre il racconto dell’esodo in Lamerica, un mio film di trent’anni fa, col finale sospeso su una nave in mezzo all’Adriatico. Che cosa è cambiato da allora, chi è “l’immigrato”? Qualcuno da accogliere, o da respingere? Un nuovo amico, o un estraneo pericoloso?”, spiega Amelio. E in questo territorio ancora incerto sul piano politico, ma vivo e vitale su quello umano e sociale si radica la storia di Davide, libraio protagonista del film.

Nessun dolore

Davide (Alessandro Borghi) è un trentenne che gestisce un’edicola di libri in piazza Risorgimento a Roma. Ama i libri, desidera che camminino, al punto che spesso li regala anche. In una giornata qualunque in una metropoli frenetica in cui la sua edicola galleggia come una zattera salda e confortante, accade qualcosa di tragico che sconvolge la vita di Davide nel profondo. Uno sconosciuto, un immigrato, gli getta addosso un bambino e decide che da quel momento sarà lui il padre del piccolo. Nonostante la riluttanza e il rifiuto di Davide, il bambino comincia a seguirlo, ma il suo brevissimo cammino ha un epilogo tragico. Davide è improvvisamente pervaso dal senso di colpa, non solo verso quel bambino, ma verso quell’intera umanità che vive il dramma della fuga e della precarietà. Smarrito decide di dare accoglienza in casa sua ad  Aminah, un’adolescente tremante e spersa, incinta, appena arrivata dall’Algeria. Ma è solo l’inizio. Giorno dopo giorno casa sua diventa un rifugio per sempre più immigrati e la denuncia dei suoi condomini spedisce Davide in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre la sua amica Elsa (Valeria Golino) cerca di stargli vicino.

Una storia personale

Quella di Nessun dolore può essere definita a buon diritto una storia personale. Personale per il regista, che in un certo senso ha vissuto qualcosa di simile nella propria vita, ma in realtà personale anche per i suoi spettatori. Perché è difficile non immedesimarsi nei panni del protagonista, nei suoi dubbi, nella sua paura e riluttanza e forse anche nel suo desiderio di riscattare una colpa indebita, ma che spesso grava pesantemente sulla coscienza rispetto al dramma di coloro che abitano le nostre stesse strade.

In Nessun dolore c'è la passione per i libri, che uniscono, viaggiano, esplorano, mostrano e raccontano una storia che, come ha voluto dire lo stesso regista, "deve ancora accadere". Nel film i libri si fanno simbolo della necessità sfogliare e approfondire anche quel mondo che spaventa, tormenta, quel mondo che vorremmo ignorare, ma che vive e pulsa già per le strade intorno a noi.

Le strade delle Roma di Nessun dolore

E nelle strade di una città grande e sfaccettata si dipana il racconto di Nessun dolore (scheda film)Roma accoglie e incarna questa storia, ne rispecchia in modo perfetto le emozioni e le situazioni, i diversi luoghi in cui si svolgono le scene sembrano scelti con un criterio essenziale per restituire ogni aspetto del racconto, quasi come in un romanzo.

Ho voluto fare un film in cui la città è veramente molto importante, è protagonista. C’è Prati, il quartiere dell’antica borghesia romana, quella colta, e poi c'è una Roma che è quasi disabitata dai romani, perché è la cosiddetta Roma della malavita. Che non è la periferia, ma è tutto ciò che sta alle spalle della stazione Termini. Via Giolitti, che era già il cuore de Il ladro di bambini, un crocevia di anime perdute. Le stazioni sono luoghi di provvisorietà, non di vita. Questi sono i due luoghi che volevo rappresentare”, ha detto Gianni Amelio alla presentazione del film alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nessun dolore, prodotto da Kavac Film, Our Films a Mediawan Company, Be Water Film con Rai Cinema, arriva al cinema dal 24 settembre con 01 Distribution.