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Set a Lucca per 'Le libere donne' con Lino Guanciale

06-03-2026 Monica Sardelli Reading time: 7 minutes

Dal 10 marzo su Rai 1

Le libere donne, la serie in 6 episodi diretta da Michele Soavi con Lino Guanciale, andrà in onda su Rai 1 da martedì 10 marzo per tre prime serate e in boxset su Rai Play.

La serie è ispirata al romanzo di Mario Tobino Le libere donne di Magliano edito da Mondadori. Lino Guanciale presta il volto al medico psichiatra che fu direttore del manicomio di Maggiano a Lucca. 

Scritta da Peter Exacoustos e Laura Nuti, Le libere donne è un avvincente dramma storico-sentimentale che esplora il sottile confine tra passione e follia, affrontando la contrapposizione fra conformismo e individualità.

Una coproduzione Rai Fiction-Endemol Shine Italy, è realizzata con il sostegno e il patrocinio del Comune di Lucca e con la collaborazione della "Fondazione Mario Tobino ETS".

Il cast

Lino Guanciale è Mario Tobino, psichiatra reduce dal fronte libico che lavora nel manicomio femminile di Maggiano, distinguendosi per un approccio umano e innovativo. Diversamente dai colleghi, evita le terapie più violente cercando metodi alternativi, come un laboratorio creativo per le degenti che permetta loro di esprimersi. La sua sensibilità lo porta a indagare i traumi nascosti dietro i loro silenzi e le loro fragilità, come nel caso di Margherita, giovane donna internata su richiesta del marito. L'uomo è in conflitto tra il sentimento che lo lega a Paola Levi e quello nascente per Margherita Lenzi.

"Ho avuto l'opportunità di lavorare con un personaggio realmente esistito (cosa che non avevo mai fatto per la televisione), e le cui imperfezioni sono di grande interesse. Imperfetto com'è, e quindi umanissimo proprio in virtù di questa imperfezione, tra esitazioni più o meno grandi è, invece, attraverso una grande determinazione che poi sceglie in maniera molto netta da che parte stare. E lo fa non come farebbe un eroe senza macchia e senza paura, ma come farebbe una persona normale che se deve scegliere tra la notte nazi-fascista e la Resistenza non ha un dubbio, sta dalla parte giusta" – dice Lino Guanciale a proposito del suo personaggio.

Guanciale è affiancato da Grace Kicaj nel ruolo di Margherita Lenzi, internata dopo aver subito soprusi di ogni genere dal marito, l'avvocato Filippo Lenzi; Gaia Messerklinger, ovvero Paola Levi, ex moglie di Adriano Olivetti, una donna forte e indipendente impegnata nella Resistenza, che ritrova in Tobino il suo amore giovanile; Fabrizio Biggio, il dottor Guido Anselmi, collega e amico di Tobino che mostra, nei confronti delle pazienti, empatia ma anche una rassegnazione che lo porta a non sfidare apertamente le regole imposte.

Nel cast anche Paolo Giovannucci, Massimo Nicolini, Paolo Briguglia, Pia Lanciotti, Paola Sambo, Francesca Cavallin, Filippo Caterino, Dodi Conti, Gea Dall’Orto, Irene Muscarà, Marta Bulgherini, Ianua Coeli Linhart, Riccardo Goretti, Vittoria Gallione, Luigi Diberti.

Lucca location de 'Le libere donne'

Le libere donne è ambientata fra Lucca e Viareggio nel 1943. I set sono stati allestiti nel centro storico di Lucca tra piazza San Martino, piazza Bernardini, via del Gallo, via Cesare Battisti, via san Giorgio, via dei Bacchettoni e Palazzo Ducale, e a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena, in particolare sula strada che conduce alla tenuta di Corsano e alcune strade panoramiche della zona. Parte delle riprese coinvolge anche Roma dove sono stati ricostruiti alcuni interni e dove, nell'ex ospedale Forlanini è stato allestito il manicomio.

"Gli esterni sono stati girati a Lucca, di cui all'inizio si vede il duomo. Tutte le case dei protagonisti e gli scorci sono a Lucca e alle Crete senesi, che è un paesaggio molto bello per cui la Toscana è rinomata: campi sterminati con i cipressi che sembrano dei pennelli e sono una metafora della profondità perché presenti nei cimiteri. Non a caso la protagonista guarda con particolare interesse ad un albero che sta fuori dal manicomio di Maggiano perché è lì che vorrebbe essere seppellita. Gli interni sono stati ricostruiti a Roma, in particolare quelli delle case dei protagonisti, e nel celebre Forlanini, nella sua parte antica che comprende un emiciclo bellissimo dove abbiamo aggiunto di volta in volta acqua, pioggia, neve o altri elementi per renderlo una fiaba cinematografica non respingente – dice il regista Michele Soavi. – Pur mantenendo i piedi piantati nella realtà, ho cercato un modo di entrare nella storia come in una fiaba, rendendola poetica, dolce, attraente e gli ambienti hanno contribuito anche a questo. I colori che ho scelto erano azzurro, celeste e tutte le gradazioni dei colori pastello vicine al blu che è il colore dell'anima, della profondità, dell'acqua".

Trama de 'Le libere donne'

Ambientata fra Lucca e Viareggio durante la seconda guerra mondiale, la serie segue Mario Tobino (Lino Guanciale), uno psichiatra non convenzionale con una passione per la poesia, mentre sfida le regole repressive dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano per salvaguardare la dignità delle sue pazienti. Alcune di loro hanno trovato conforto nella follia come unica forma di libertà cui aspirare, mentre altre sono state ingiustamente recluse solo perché hanno osato affermare il loro spirito libero.

In questa storia, datata 1943, non c’è uguaglianza di diritti. Le donne non erano padrone di loro stesse, non avevano l’autonomia del proprio corpo, il diritto alla vita, all’istruzione, al lavoro e alla libertà di espressione. Nel nostro racconto - un libero adattamento del libro - una di loro farà breccia nel cuore di Tobino, che cercherà con tutte le sue forze di salvarla”, racconta Michele Soavi.

Mario vive all'interno del manicomio confrontandosi – e a volte scontrandosi – con i diversi approcci dei suoi colleghi. In particolare, trova un alleato nel dottor Anselmi (Fabrizio Biggio), giovane medico schietto e altruista, con il quale riuscirà anche a instaurare un sincero rapporto di amicizia e fiducia.

La vita di Mario prende una svolta inaspettata quando a Maggiano arriva Margherita Lenzi (Grace Kicaj), una giovane donna rinchiusa nell’ospedale dal marito contro la sua volontà. L'istinto spinge Tobino a dubitare della pazzia di Margherita e a domandarsi se non sia solo la vittima di un uomo violento, ansioso di mettere le mani sulla sua eredità. Mario inizierà un'avvincente ricerca della verità, combattuto tra un sentimento intenso e inaspettato per Margherita – che lo spinge a confrontarsi con dilemmi morali e a rischiare la sua posizione – e un amore che torna dal passato, quello per Paola Levi (Gaia Messerklinger) diventata nel frattempo una staffetta partigiana.