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‘Il quieto vivere’, la Calabria come Terra di Mezzo nell’inverno del Sud

06-03-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

Da quasi 45 anni in un borgo calabrese, Corigliano Rossano, Luisa e Imma si fronteggiano a colpi di insulti, rivendicazioni e denunce. Sono due cognate e sono le protagoniste, tanto nella finzione quanto nella realtà, de Il quieto vivere diretto da Gianluca Matarrese, un “reality cinematografico” sceneggiato come una tragedia greca e ambientato in una Calabria tutta da riscoprire: una sorta di Terra di Mezzo nascosta negli inverni del Sud.

Il quieto vivere

La tragedia si apre nel teatro del Parco archeologico di Sibari e si sviluppa poi nella Contrada Viscigliette, “70 abitanti, tutti parenti”, dove da dieci anni una palazzina ospita una guerra di famiglia, proprio quella del regista. Protagonisti sono i veri parenti di Matarrese, al centro della storia ci sono Maria Luisa Magno e sua cognata Immacolata Capalbo, suo fratello Andrea Gianni Magno e la mamma Antonietta Giuseppina Mancuso. Attorno a loro un vero e proprio coro di zie che tenta di riportare la pace.

In un borgo calabrese dove il rancore è quotidiano e il conflitto è sacro, racconto la guerra domestica tra due cognate, Luisa e Imma – racconta Matarrese, anche sceneggiatore de Il quieto vivere insieme a Nico Morabito - Attraverso un linguaggio che fonde documentario, finzione e teatro, metto in scena un universo chiuso e iper-reale, dove ogni lite è una performance e ogni pranzo un campo di battaglia. Con ironia e crudeltà, esploro l’anticamera del crimine, quel momento sospeso in cui la tragedia del reale può ancora essere evitata, forse, grazie al cinema”.

Interamente girato in quella parte della Calabria, la Piana di Sibari, in cui i rilievi montuosi si fondono con il mare, l’agone del conflitto tra le due cognate de Il quieto vivere si sviluppa tra interni domestici e i verdi paesaggi invernali di Corigliano Rossano. “Il film si svolge a Corigliano Calabro, Corigliano Rossano, un villaggio rurale tra gli olivi, dove mio nonno aveva le sue terre un tempo, lui mi ha fatto sempre sognare. Poi c'è un palazzo signorile d'epoca, è magnifico, domina su tutta la valle: da una parte la montagna dall’altra il mare, nel mezzo olivi e aranceti. È meraviglioso, un posto davvero magico, bisogna andare a girare veramente di più in Calabria”, racconta con entusiasmo Matarrese.

Terra di Calabria, Terra di Mezzo

La Calabria è la terra della mia famiglia, di mia mamma, la conosco bene e mi rendevo conto della sua fotogenicità, ma non l’avevo mai filmata: catturarla in immagini è stata veramente una sorpresa - spiega ancora il regista - Non c’è stato  bisogno neanche di andare in cerca dei luoghi, erano già sotto i miei occhi: interni di case, che sono come dei musei, salotti fatti di foto di famiglia, ceramiche e i centrini che vengono aperti una volta all'anno per i momenti importanti. E soprattutto la natura. Ho girato Il quieto vivere in inverno, a dicembre. Non esiste neve e ghiaccio in questi luoghi, tutto è sempre verde, e ho scoperto posti e colori che non avevo mai visto in estate, sembrava la Nuova Zelanda. In alcuni momenti sembrava di stare nel Signore degli Anelli: distese verdi con olivi che non sono mai spogli e cieli azzurri. Ci sono veramente le location per ogni tipo di scena”.  

Il teatro del Parco archeologico di Sibari

Una varietà di location che ha offerto al regista anche lo spunto per una scena quasi western: “Il Parco archeologico di Sibari sembrava quasi un canyon e lì ho voluto girare la scena del confronto finale come una sorta di western, ma con l'essenza del teatro: è la scena madre del film”.

Il quieto vivere, presentato come Evento Speciale Fuori Concorso alle Giornate degli Autori, è una co-produzione Faber Produzioni e Stemal Entertainment con Rai Cinema / Elefant Films con RSI, prodotto da Donatella Palermo con Alex Iordachescu, in collaborazione con la Calabria Film Commission e uscirà in sala dal 12 marzo, distribuito da Luce Cinecittà.