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'Se domani non torno', il film su Giulia Cecchettin girato in Veneto

30-06-2026 Vania Amitrano Reading time: 6 minutes

RICCIONE - Arriva il 5 novembre 2026 al cinema con Notorius Pictures il film tratto dal libro scritto da Gino Cecchettin, “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”. Paola Randi (La befana vien di notte 2 – Le origini, 2021) dirige e firma, insieme a Lisa Nur Sultan, la sceneggiatura di Se domani non torno, titolo ispirato ai versi della poesia di Cristina Torres Cáceres divenuta simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Filippo Timi interpreta il padre Gino attraverso i cui ricordi avvolti anche nella “nebbia della Pianura Padana” il film ricostruisce il racconto della storia di Giulia Cecchettin.

Come la Fondazione Giulia Cecchettin, anche il film Se domani non torno (guarda la nostra scheda SUL SET) nasce dalla volontà di “trasformare il dolore in strumento di consapevolezza, Perché nessun'altra famiglia, nessun'altra ragazza debba conoscere la stessa storia di Giulia”, dice il padre Gino al Ciné 2026 – Giornate professionali del cinema di Riccione.

Il dolore che non si conosce è un dolore che rischia di ripetersi. È difficile esporsi a giudizi e critiche di chi non ha vissuto nemmeno un giorno di quello che abbiamo vissuto noi – spiega commosso Cecchettin - ed è difficile affidare allo sguardo degli altri anche la storia di una figlia che non può scegliere se essere raccontata. All'inizio è un atto di fiducia frutto della convinzione che sia la cosa giusta da fare. Poi succede che capisci che Giulia in qualche modo continua a vivere. Vive in ogni persona che ha trovato il coraggio di cambiare la strada”.

La Pianura Padana di Se domani non torno 

"Questa storia inizia l'11 novembre del 2023, un sabato come tanti altri, solo che quel sabato Giulia non è tornata a casa", Paola Randi.

Girato dove è vissuta Giulia, a Padova in Veneto, Se domani non torno entra nella sua storia anche attraverso i luoghi della Pianura Padana, che savvolge tutto con la sua nebbia. “Questa storia è così importante e comporta tanta responsabilità che bisognava trovare la chiave giusta. Ho letto il libro scritto da Gino e ho capito che la chiave era l'assenza. Il libro raccontava l'enormità di un'assenza e il percorso di una famiglia che con grande coraggio e generosità ha trasformato il proprio dolore privato in uno strumento di azione collettiva per il bene comune. Noi abbiamo cercato di raccontare la storia di Giulia attraverso il punto di vista dei suoi familiari”, ha detto la regista Paola Randi alla convention Notorius al Ciné 2026.

Per far comprendere la portata del messaggio del film sul peso del patriarcato Paola Randi ha scelto di citare anche simbolicamente un luogo: Prato della Valle. La più grande piazza della città di Padova e una delle più grandi d'Italia, in cui due file di statue di personaggi illustri del passato disegnano il perimetro elissoidale dell'enorme spazio urbano. “ Sono tutte statue di uomini”, dice Randi e ancora oggi non si è riusciti ad aggiungere un personaggio femminile.

Con la regia di Paola Randi, Se domani non torno è stato girato in 6 settimane interamente in Veneto, a Padova, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky, e uscirà nelle sale italiane il 5 Novembre 2026, a tre anni dalla morte di Giulia. Paola Randi ha scritto anche la sceneggiatura con Lisa Nur Sultan. Nel cast insieme a Filippo Timi anche Sabrina Martina, interprete di Giulia, Tecla Bossi nei panni della sorella Elena e Tommaso Allione, in quelli di Davide il fratello.

La poesia di Cristina Torres Cáceres 

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.
Se non ti dico che non torno a cena. Se domani, il taxi non appare.
Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).
Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).
Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).
Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata per i capelli (Arlette).
Cara mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucía).
Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato abbastanza, che era il modo in cui ero vestita, l'alcool nel sangue.
Ti diranno che era giusto, che ero da sola.
Che il mio ex psicopatico aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.
Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.
Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo.
Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto.
Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome.
Perché lo so, mamma, tu non ti fermerai.
Ma, per carità, non legare mia sorella.
Non rinchiudere le mie cugine, non limitare le tue nipoti.
Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.
Sono loro, saranno sempre loro.
Lotta per le vostre ali, quelle ali che mi hanno tagliato.
Lotta per loro, perché possano essere libere di volare più in alto di me.
Combatti perché possano urlare più forte di me.
Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.
Mamma, non piangere le mie ceneri.
Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto.
Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.