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‘Nel tepore del ballo’, a Jesolo il “re-innamoramento” della vita secondo Avati

20-04-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

È la storia del secondo tempo di una vita, quello che merita un re-innamoramento, una riconsiderazione”, dice il regista Pupi Avati del suo nuovo film, Nel tepore del ballo, racconto di un grande successo che si trasforma improvvisamente in fallimento e diventa possibilità di riscatto. Il film vede protagonista Massimo Ghini nei panni di un celebre conduttore televisivo affiancato da Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma e Pino Quartullo con la partecipazione di Raoul Bova, ed è stato girato tra Roma e Jesolo.

Il tepore del ballo

Gianni riccio (Massimo Ghini) è un noto e amato conduttore televisivo, che, partito come semplice bagnino di Jesolo, ha conquistato la fama sacrificando la propria vita privata in favore della popolarità nel cinico e spietato mondo della televisione. Quando improvvisamente viene accusato di frode fiscale e messo in carcere, quel mondo che lo aveva osannato è pronto a voltargli le spalle. La sua prima moglie Clara (Isabella Ferrari) è la sola a dimostrargli vicinanza con una inattesa lettera che Gianni riceve in carcere. In quel periodo il ricordo del loro primo ballo torna a dargli conforto e, una volta fuori, Gianni cerca Clara per dimostrarle il suo affetto ancora vivo. Tuttavia la tentazione di tornare sulla cresta dell’onda è forte e quando una sua collega, una presentatrice televisiva senza scrupoli (Teresa De Sio), gli propone un ritorno dirompente, Gianni cede alla tentazione di sfruttare questo ritrovato amore per ripulire la propria immagine, ma in quel momento pagherà davvero il prezzo delle sue scelte.

Tutto comincia a Jesolo negli anni ’70, in un piccolo bar di provincia sul mare in cui il padre di Gianni (Raoul Bova) si riuniva con gli amici e dove scopre l’arrivo di suo figlio. Anni dopo, quel ragazzo rimasto orfano di madre, morta durante il parto, perde anche suo padre e cresce nella provincia marittima sotto le cure della zia (Lina Sastri). Con un salto temporale di oltre quarant’anni ritroviamo Gianni in viaggio verso gli studi della Rai di Roma per annunciare una sua nuova trasmissione. Ma a quel punto la sua carriera viene stroncata dall’arresto da parte della Guardia di Finanza che lo porta in carcere per frode fiscale.

La vita di Gianni ricomincia dunque dal punto di partenza. Torna a Jesolo per scontare gli arresti domiciliari e cerca di rivedere Clara lungo quel mare della costa veneta che fa da confortevole contraltare dell’asfittico e abbacinante mondo disumano degli studi televisivi a cui l’uomo aveva sacrificato la propria vita e quella delle persone che avrebbe potuto amare.

Il “re-innamoramento”

“Riflettevo da tanto su come spesso si passa dal successo all’insuccesso – spiega il regista e cosceneggiatore di Nel tepore del ballo insieme a Tommaso Avati - Nel nostro racconto che parla soprattutto dei media e della loro inaffidabilità, Gianni Riccio all’improvviso si rende conto che l’avere ottenuto tanto successo rappresenta anche un grande problema, ti costringe addirittura a nasconderti al mondo. Attraverso grandi difficoltà e una sorta di terapia del dolore Gianni pagherà di persona e troverà finalmente un’identità, soprattutto grazie a un ri-innamoramento, a quel misterioso sentimento che nel tramonto della propria esistenza compenetra di sé ogni individuo”.

A fronte di una fotografia, curata da Cesare Bastelli, tendente ai toni freddi, soprattutto nelle scene televisive, è la località marittima di Jesolo con le sue vedute sul mare a restituire quella temperatura umana e affettiva - quel “tepore” appunto - che racchiude il senso intimo del racconto.

Le sequenze della trasmissione tv del finale del film, girate in un vero studio televisivo con la collaborazione della Rai che ci ha messo a disposizione le sue attrezzature, hanno un notevole tasso di verità, si trattava di un vero programma tv, e per me è stato moto eccitante trovarmi a dirigere non solo uno studio cinematografico ma simultaneamente un vero studio tv”, racconta Avati.

Nel tepore del ballo è prodotto da Antonio Avati, è una produzione Duea Film con Rai Cinema in associazione con Wich Production Jessica Oliveti Baffa, Film Club Distribution. Il film è stato presentato in anteprima al BIF&ST ed è in sala dal 30 aprile distribuito da 01 Distribution.