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‘Una piccola formalità’. Pilar Fogliati è una giornalista nella serie ambientata a Milano

18-10-2026 Monica Sardelli Reading time: 3 minutes

Presentata ad Alice nella Città Una piccola formalità, una serie in 6 episodi da 50’ prodotta da Clemart in collaborazione con Rai Fiction. Tratta dall’omonimo romanzo di Alessia Gazzola edito da Longanesi, la serie si immerge nella Milano dei giorni nostri vissuta con lo sguardo dei trentenni. I protagonisti, diretti da Davide Marengo, sono Pilar Fogliati, Lorenzo Richelmy, Stefano Rossi Giordani, Alessio Boni, Martina Iacomelli, Carlotta Natoli, Alessandro Lui, Alice Bortolani.

Di cosa parla ‘Una piccola formalità’

In una Milano frenetica e contraddittoria - dove coesistono giovani precari, affermati professionisti e influencer - anche le ambizioni e gli amori corrono veloci. Rachele, trent’anni, vive in un seminterrato in periferia con la sua migliore amica e collega Arianna, e lavora come giornalista per la rivista di costume Chic&Glam, sforzandosi di rendere suggestivi e interessanti articoli che reputa poco stimolanti. Il suo sogno è entrare nella redazione dell’Eco di Milano, che si occupa di grandi inchieste, in cui lavora Pietro, reporter idealista con il fascino dell’intellettuale, che Rachele segue e ammira in silenzio da anni.

“Rachele è una giornalista che sta vivendo un grande conflitto perché ha 30 anni, vive a Milano, una città difficile, la città dove vai quando hai un sogno e in teoria lo realizzi e lei sta avendo difficoltà, lei vorrebbe fare la reporter d’inchiesta, e invece lavora per un giornale che non le piace, deve parlare di lusso sapendo che non è solo quella Milano. Sicuramente è una 30enne in questo, un personaggio estremamente attuale con una serie di conflitti di identità, ma ad un certo punto arriva un’eredità, ma quel che eredita sono dei misteri, ma questi misteri la aiuteranno a capirsi un po’ di più” racconta Pilar Fogliati sul suo personaggio.

Quando muore lo zio Massimo, che lei non ha mai conosciuto e che è sempre stato descritto come la pecora nera della famiglia, Rachele scopre di essere stata nominata sua unica erede e decide di indagare sull’identità del misterioso zio. A darle una mano, suo malgrado, è Manfredi, ex compagno di liceo e ora notaio, sexy e arrogante, con quel modo di fare che irrita e conquista allo stesso tempo. Dietro l’atteggiamento da seduttore sicuro di sé, però, si nasconde una vulnerabilità che lo renderà sorprendentemente vicino a Rachele. “Un personaggio molto divertente, un notaio ricco di 30 anni su cui ci sarà molto da scoprire che aiuterà Rachele a risolvere i suoi misteri” spiega Lorenzo Richelmy.

Quella che sembra una semplice procedura burocratica - una piccola formalità appunto - si trasforma presto in un'avventura piena di colpi di scena, segreti di famiglia e rivelazioni inaspettate che coinvolgono anche il padre di Rachele, Roberto. La giornalista dovrà fare i conti con le proprie illusioni, con le scelte che rimanda da troppo tempo e con la paura, e il coraggio, di diventare davvero adulta.