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‘È andata così’, la Tuscia che dà vita a spettri teatrali nel film di Zanasi con Lodovini, Riondino, Lidi e Mastandrea

19-10-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

“Siamo in estate in una campagna sperduta, una donna è chiusa in casa da sola e non vuole più parlare con nessuno”, da questa immagine è partito Gianni Zanasi per sviluppare il suo nuovo film, È andata così, presentato alla XXI Festa del Cinema di Roma. La donna nel film è impersonata da Valentina Lodovini e a lei in un casolare isolato nella Tuscia in quel momento di tragica fragilità fanno visita i tre ex più importanti della sua vita interpretati da Michele Riondino, Leonardo Lidi e Valerio Mastandrea .

“È partito tutto dall’immagine di una donna che, chiusi gli scuri di casa, ha buttato dei cuscini per terra, si è sdraiata lì e non vuole più parlare con nessuno. Una luce di sole filtra dagli scuri chiusi e un suono arriva in lontananza. Così mi sono chiesto chi è questa donna e cosa le è successo”, racconta ancora Zanasi alla presentazione del film a Roma.

È andata così

Cecilia (Valentina Lodovini) vive in un casolare sperduto nella campagna nei pressi di Aria, cittadina della Tuscia. È sola quando qualcosa di drammatico è successo a sua figlia Elisa (Alma Teresa Giardina), sedici anni, qualcosa che sconvolge Cecilia al punto da farla chiudere in casa senza voler più vedere nessuno. In quel momento le fa visita colui che sarebbe ancora suo marito, Tony (Michele Riondino), un manager dello spettacolo in rovina ma ancora dotato di entusiasmo e ottimismo. Mentre Tony cerca di scuotere Cecilia, arriva al casolare anche Guido (Leonardo Lidi), un altro ex con cui Cecilia ha avuto un bambino, Marcel (Marco Fiore). A loro, infine, si aggiunge inspiegabilmente anche Christophe (Valerio Mastandrea), regista teatrale un tempo di successo ora rovinato dalla sua fama di autore spietato verso i propri interpreti, nonché padre di Elisa. Cecilia improvvisamente e senza sapere come si trova costretta suo malgrado a convivere nel mezzo della campagna con i tre uomini più importanti della sua vita. Mentre cerca di ristabilire un equilibrio con la figlia, Tony coinvolge tutti in un assurdo progetto teatrale nella speranza che debiti, relazioni ed equilibri personali possano essere appianati attraverso la messa in scena di ‘Spettri’, dramma in tre atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen.

Il casolare circondato da campi e lupi in È andata così racchiude l’intero percorso della storia e dei suoi personaggi, non come un contenitore, ma più come uno spazio esistenziale in cui i personaggi prendono vita e forma. Una famiglia improbabile e più allargata che mai, assistenti sociali, gatti, uno strozzino e inquietanti (ma innocui) personaggi usciti fuori da una setta satanica popolano il casolare e si aggirano come spettri, mentre Cecilia senza volerlo ritrova la capacità di dire “è andata così”.

La Tuscia come luogo di spettri che riprendono vita

Quelli che animano È andata così (scheda film) sembrano personaggi usciti come isolatamente l’uno dall’altro da diverse pièce teatrali. Nel corso del film, in quel casolare assolato e disordinato che si affaccia su una campagna che pare sconfinata, l’interazione tra loro gli ridà vita e la storia infine riesce anche a offrire un senso alle loro esistenze prima isolate e sperse. “Tutt’intorno al casolare i campi di grano tagliato sono bruciati dal sole, il cielo è azzurro, le nuvole camminano lente e incuranti, sono bianche”, così Zanasi stesso descrive il set del suo film anche popolato da volpi e topi che mangiano i cestini del pranzo.

“Il film credo che parli in modo insolitamente libero e divertente della nostra difficoltà ad accettare la finitezza delle cose. Soprattutto se declinata nella dimensione complessa delle relazioni sentimentali che poi alla fine, stringi e stringi, di che cosa siamo fatti?”, riflette il regista, anche sceneggiatore insieme a Giacomo Ciarrapico e Michele Pellegrini. Fallimento, vulnerabilità, disillusione e imperfezione: sono gli elementi che animano i personaggi dell’improbabile compagnia arrangiata per l’ancor più assurdo spettacolo di Ibsen da mettere in scena.

La Tuscia fa da sfondo, un Festival che celebra i fasti dell’epoca etrusca nell’immaginaria cittadina di Aria fa da innesco e da singolare contrappunto allo sfacelo in cui si trovano i personaggi. Tuscania soprattutto, borgo medievale e di origini etrusche situato in provincia di Viterbo nel Lazio, e in parte Orvieto e Roma hanno invece ospitato le riprese È andata così.

È andata così è una coproduzione Italia - Spagna – Albania, prodotta da Pupkin Production, Paco Cinematografica, Vision Distribution, Neo Art Producciones e A.B. Film, in collaborazione con il Ministero della Cultura con il sostegno di Regione Lazio - Lazio Cinema International. Il film sarà al cinema dal 26 novembre.