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‘Spaccanapoli Times’, l'anima folle e creativa di Napoli

20-10-2026 Vania Amitrano Reading time: 6 minutes

Su una piccola barca a remi sullo sfondo del Fiordo di Furore lungo la costiera amalfitana un uomo fende l’acqua trasparente: così si apre Spaccanapoli Times, il film diretto dalla regista teatrale e cinematografica Nadia Baldi (Shakespea Re di Napoli, 2024) e presentato alla XXI Festa del Cinema di Roma. Ruggero Cappuccio, anche sceneggiatore del film, Giovanni Esposito, Gea Martire e Franca Abategiovanni sono i protagonisti di questa commedia da camera sospesa tra follia e arte e ambientata in uno dei palazzi più iconici della Napoli cinematografica che ospitò le gustose disquisizioni filosofiche dell’indimenticabile Gennaro Bellavista.

In quella prima scena di Spaccanapoli Times, l’uomo in barca a remi sta raggiungendo un rifugio in riva al mare, una sorta di spelonca in cui vive Giuseppe Acquaviva. È l’innesco di un folle ricongiungimento tra fratelli in quello che un tempo era un elegante appartamento nel cuore di Napoli, ora in completo stato di abbandono.

Spaccanapoli Times

I quattro fratelli Acquaviva, Giuseppe (Ruggero Cappuccio), il maggiore, scrittore e ossessivo-compulsivo, Gabriella (Gea Martire), donna convinta che tutti vogliano fidanzarsi con lei, Gennara (Franca Abategiovanni), che oscilla tra gioia e tormento come tra la lingua napoletana e quella sicula e Romualdo (Giovanni Esposito), pittore che distrugge tutto ciò che dipinge, si ritrovano dopo anni nella casa di famiglia a Spaccanapoli, dove il tempo sembra essersi rotto sotto il peso di ricordi e nevrosi. Giuseppe è convinto che una guerra invisibile sia imminente e i suoi fratelli lo seguono nel suo delirio fatto di reminiscenze e presagi sempre più travolgente che li porterà ad unirsi ad una rivolta di artisti sui tetti di Napoli.

Attraverso i legami familiari, il peso del passato e visioni surreali, gli eccentrici fratelli protagonisti di Spaccanapoli Times lottano contro la disumanizzazione planetaria in corso in una casa e in una città che dalla dimensione dell’assurdo e del mistero con ironia trascina in una sorta di sogno liberatorio.

Spaccanapoli come metafora di storia e follia creativa

“Spaccanapoli è un pretesto, ma anche una metafora. Napoli è madre e questa strada che è piena di creatività e di umanità diventa metafora del racconto”, spiega la regista Nadia Baldi, che ancora una volta confezione un’opera cinematografica tagliata sopra stilemi e modalità che risentono fortemente dell’influenza del teatro dell’assurdo.

Sebbene ambientata perlopiù nel lussuoso e decadente appartamento della famiglia Acquaviva, Spaccanapoli Times non lesina i rimandi ad una città dall’anima forte, decisa e multisfaccettata come Napoli.

Dopo essersi affacciato sulla costiera amalfitana, il film si sposta poi nel cuore pulsante di quella Napoli solcato da quella ruga profonda che custodisce la storia e genera genio che è Spaccanapoli. Nata come decumano inferiore di epoca greco-romana, la strada lunga due km che attraversa in linea retta, dall’alto fino al mare, il capoluogo campano sembra raccogliere lungo il suo percorso secoli di storia e arte e al tempo stesso è il luogo in cui ancora oggi pulsa l’eclettico spirito partenopeo.

Nel cuore del cuore della città c’è poi un edificio storico il celebre Palazzo Ruffo di Castelcicala situato in via Foria 106, riassalente al XVII secolo che conserva echi neoclassici, ma che ha ritrovato notorietà anche grazie ad un film, Così parlò Bellavista (1984), scritto, diretto e interpretato da Luciano De Crescenzo. Nel suo cortile e sul suo scalone interno il filosofo napoletano erudiva con il suo brillante acume e la sua ironia il popolo di Spaccanapoli.

L’edificio ospitò anche la dimora del regista teatrale Roberto De Simone, dove Nadia Baldi ha scelto proprio di ambientare gli interni del suo film. “Quando ero alla ricerca delle location mi sono riaffacciata, perché la conoscevo da tempo, nella casa di Roberto De Simone, e i suoi spazi lungamente abbandonati, i suoi oggetti desueti, hanno preso vita nella mia mente. Casa De Simone è stata la mia casa, la casa degli Acquaviva, la casa della realtà sognata, del sogno da realizzare”, spiega la regista.

In quegli stessi ambienti si aggirano anche i personaggi di Spaccanapoli Times, diffondendo la loro euforica follia sognante e contagiosa fino a piazza San Domenico Maggiore, attraverso via San Giovanni a Carbonara di fronte a Palazzo Caracciolo di Brienza e su per i tetti di una Napoli che pare quasi dominata e sostenuta dallo sguardo della "Partenope, Madre dei quartieri", murale situato in piazza Francesco Muzii, nel quartiere Arenella al Vomero.

“Il mio Spaccanapoli Times è un crocevia di generi che determina un cortocircuito tra modernità e tradizione; inseguo la possibilità di una nuova visione della vita e la possibilità di essere liberi, perfettamente inseriti in un universo armonico di umana creazione nel senso più nobile in cui la creazione è intesa: non il processo meccanico, ma il pensiero generatore. I fratelli Acquaviva e gli artisti di tutta Napoli si incontreranno sui tetti; lassù, un mondo di artisti ha deciso di vivere al di fuori del ricatto della massificazione sociale”, dice Nadia Baldi.

Spaccanapoli Times è prodotto da Associazione Culturale The Cult Teatro Segreto SRL con il supporto del MiC — Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e della Film Commission Regione Campania.