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Intervista ad Alberto Pasquale, direttore di Umbria Film Commission

28-07-2023

Location che ti portano al Medioevo, un fondo regionale da 1,5 milioni di euro, attenzione alle maestranze locali

L’Umbria, “cuore verde d’Italia”, tra le regioni più piccole dello Stivale, vanta un numero notevole di borghi noti al grande pubblico – 63 in totale con meno di 5.000 abitanti – perché mete turistiche ma anche perché ambientazioni di film e serie tv di successo anche internazionale. Il paesaggio ha molto da offrire anche dal punto di vista naturalistico, con una ricca presenza di boschi tra le colline, due laghi, cascate, fonti, utili per ambientazioni contemporanee così come in costume.

Qui si gira una delle serie più longeve della storia della televisione italiana, Don Matteo (location), che dopo 14 stagioni continua ad appassionare il pubblico anche per la bellezza delle location, al punto che ha fatto storia la “guerra di campanili” tra i due comuni quando la produzione Lux Vide decise di spostare l’ambientazione principale da Gubbio a Spoleto dopo l’ottava stagione.

Le produzioni che scelgono l’Umbria hanno a disposizione i servizi di una film commission di recente costituzione e un film fund da1,5 milioni di euro annui gestito dalla Regione e attivo dal 2021.

Non abbiamo ancora i consuntivi dei film realizzati in base al bando del 2021 fra i quali posso citare, fra gli altri, Dante di Pupi Avati (location) e La caccia di Marco Bocci (location), mentre i finanziamenti a valere sull’edizione 2022 sono stati annunciati da poco — spiega Alberto Pasquale, nominato direttore di Umbria Film Commission a gennaio 2022 —. Per una valutazione dell’effetto moltiplicatore, sulla cui misurabilità andrei molto cauto, basterà raffrontare quanto è stato erogato rispetto a quanto è stato effettivamente speso sul territorio. Direi tuttavia, a mo’ di battuta, che il moltiplicatore che funziona meglio si ha quando le produzioni vengono in Umbria senza chiedere alcun finanziamento ma solo, eventualmente, servizi di assistenza logistica. In tal caso sono le campagne di comunicazione messe in atto dalla Regione e il passaparola dei numerosi turisti che frequentano l’Umbria, anche in virtù di manifestazioni come Umbria Jazz o il Festival dei Due Mondi, a moltiplicare l’interesse verso la regione”.

Dante (2022), Sergio Castellitto e Pupi Avati

Umbria Film Commission è nata da poco. Quali sono i vostri punti di forza nel supportare le produzioni?

Umbria Film Commission è come una start-up la cui struttura organizzativa si va delineando di giorno in giorno

La fondazione di partecipazione Umbria Film Commission è attiva dall’aprile 2021 ma il direttore è stato nominato solo 18 mesi fa. Inoltre, è bene ricordarlo, la funzione di supporto alle produzioni che noi svolgiamo non va confusa con quella di finanziamento alle stesse, che fa capo alla Regione Umbria attraverso l’Umbria Film Fund. In tale ambito, la Film Commission svolge semplicemente un ruolo di supporto tecnico.

Il “cuore verde d’Italia”, a prescindere dall'esistenza di UFC, è da diversi anni fra le mete riconosciute e riconoscibili di diverse produzioni cinematografiche o seriali, spot pubblicitari e di intrattenimento televisivo. La creazione di una apposita Film Commission, che ha per socio di maggioranza la Regione Umbria unitamente ai Comuni di Perugia e Terni e all’Associazione nazionale dei Comuni (ANCI) dell’Umbria, fa parte di una riorganizzazione degli interventi regionali nel settore che trovano una sintesi nell’imminente approvazione del disegno di legge regionale “Disposizioni in materia di valorizzazione delle attività cinematografiche e audiovisive”, all’interno del quale all’Umbria Film Commission è assegnato un ruolo primario.

In definitiva, possiamo ancora considerarci una start-up e di fatto la nostra struttura organizzativa si va delineando di giorno in giorno. Se vogliamo provare a individuare dei punti di forza allo stato attuale, possiamo trovarli nella rapidità di risposta alle varie richieste e alla preziosa collaborazione dei comuni presso i quali i produttori vorrebbero organizzare le riprese. L’Umbria si colloca fra le venti regioni italiane al 16° posto per dimensione, al 17° per popolazione e PIL in valore assoluto (ma è al decimo per valore pro-capite) e al penultimo posto per numero di comuni. La ridotta dimensione (due sole province e 92 comuni) facilita il coordinamento fra i vari enti interessati. Va ricordato che UFC si colloca per competenza all’interno dell’assessorato regionale al turismo e da questo riceve particolare supporto per ogni esigenza legata alla visibilità del territorio e alla necessaria ospitalità da fornire agli interessati.

Perché le produzioni dovrebbero scegliere il vostro territorio?

Umbria cuore verde d’Italia, perfetta anche per ambientazioni medievali, a pochi chilometri da Roma

La regione offre una notevole varietà di location, sia in termini architettonici che paesaggistici. Ci sono città e borghi ben noti al grande pubblico, non solo grazie alle ambientazioni cinetelevisive: Amelia, Assisi, Bevagna, Castelluccio di Norcia, Città della Pieve, Città di Castello, Gubbio, Narni, Orvieto, Perugia, Spello, Spoleto, Terni, Todi… e potrei continuare. C’è abbondanza di boschi (il cuore verde…) e ci sono due paesaggi lacustri, il Trasimeno e Piediluco, per i quali riceviamo parecchie richieste per effettuare riprese. Aggiungo la spettacolare presenza delle cascate delle Marmore, delle fonti del Clitunno e della Valnerina, dove viene praticato il rafting lungo le rapide del fiume Nera. Molti i film e le serie di ambientazione medievale, da Il nome della rosa, serie diretta da Giacomo Battiato (location), a Chiara di Susanna Nicchiarelli (location), a Benedetta, di Paul Verhoeven (location).

Il nome della rosa (serie tv, 2019). Set Perugia

Parallelamente alla bellezza dei luoghi, la regione offre una eccellente ospitalità alberghiera a vari livelli di prezzo e una tradizione enogastronomica ben nota nel mondo. Parecchie celebrità trascorrono periodi di vacanza da queste parti o hanno acquistato ville e casali alla ricerca di un’oasi di pace. Terry Gilliam, solo per fare un esempio, è cittadino onorario di Montone, splendido paese situato nell’alta valle del Tevere e sede dello storico Umbria Film Festival, presieduto dallo stesso Gilliam e giunto quest’anno alla sua 27^ edizione. Va infine tenuto conto che l’Umbria è poco distante da Roma e pertanto le società di produzione che hanno la loro sede o il quartier generale nella Capitale possono raggiungere la regione con facilità.

Ovviamente, un attrattore importante è l’Umbria Film Fund che, come ho già detto, è gestito in prima persona dalla Regione. Sono stati pubblicati finora due bandi, ciascuno del valore complessivo di 1,5 milioni di euro, rispettivamente nel 2021 e 2022. Ci auguriamo che la Regione prosegua con costanza in questa direzione, magari incrementando le disponibilità al fine di aumentare la varietà e la numerosità dei progetti da realizzare sul territorio.

Mi piace qui ricordare che a Papigno (Terni) ci sono gli studi che hanno ospitato la realizzazione del film Premio Oscar di Roberto Benigni, La vita è bella [a Papigno sono stati ricostruiti gli ambienti del campo di concentramento, qui tutte le location de La vita è bella n.d.r.], e il suo Pinocchio, oltre ad altre produzioni. Al momento sono inattivi, ma noi continuiamo a sperare in una riapertura. I progetti non mancano, tuttavia occorre mettere insieme diversi operatori, pubblici e privati.

Ha qualche curiosità da raccontarci? Ad esempio quali sono le location più inedite e sorprendenti che avete proposto alle produzioni per girare?

Diverse produzioni sono alla ricerca di location inedite, proprio per evitare l’“effetto già visto” e conferire così ai loro lavori un tocco di originalità in più. Non sempre si tratta di luoghi riconoscibili. Ad esempio, per Mixed by Erry, Sydney Sibilia ha girato a Perugia le scene ambientate in un carcere attualmente in disuso (qui tutte le location). Quando l’ho incontrato, dopo l’uscita del film, mi ha detto scherzosamente che quelle scene erano venute talmente bene che non voleva che si sapesse dove le ha girate, in modo da avere una "esclusiva perpetua".

Il film Carla diretto da Emanuele Imbucci, sulla vita di Carla Fracci, è stato girato in parte a Orvieto, dove alcune stanze della ex caserma Piave sono diventate i camerini e la sala prove del Teatro alla Scala, dove la celebre étoile si esercitava nella danza.

Carla di Emanuele Imbucci (2021), girato in parte a Orvieto

La Scarzuola, dove dimorò San Francesco e dove Tommaso Buzzi costruì la sua città-teatro

Una delle location più apprezzate per singolarità è senza dubbio La Scarzuola, che si trova a Montegabbione (Terni). Si tratta di un piccolo, eccentrico gioiello architettonico, il luogo dove l’architetto milanese Tommaso Buzzi costruì la sua Città Ideale. Si narra che in questo luogo nel 1218 San Francesco costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. La capanna fu realizzata con una pianta palustre di nome Scarza, da cui deriverebbe il nome Scarzuola. È lì che i Conti di Marsciano fecero costruire un convento. Nel 1956 il convento e tutta la proprietà circostante vennero acquistati da Buzzi, che vi edificò la sua straordinaria costruzione surreale.

La Scarzuola a Montegabbione (Terni) 

La Scarzuola è un parco privato che si visita previa prenotazione. Chi vi accompagna nella visita è Marco Solari, nipote di Tomaso Buzzi e proprietario della Scarzuola. Solari è un personaggio davvero singolare e meriterebbe almeno un documentario sulla sua storia. Nella visita ti racconta vicende di esoterismo, spiritualità e astrologia legate a quel posto. Alloggia nel convento limitrofo e se non lo tratti con il dovuto rispetto si può rifiutare di farti visitare il posto. Là è stato girato nel 2020 lo spot di Gucci per il lancio di un nuovo profumo, protagonista Anjelica Huston. Di aneddoti sulle produzioni che sono andate alla Scarzuola ce ne sono parecchi, ma è meglio farsele raccontare da Solari, che di certo non ha peli sulla lingua...

In che modo Umbria Film Commission supporta le produzioni?

Dai sopralluoghi alla fornitura di personale tecnico, si forniscono vari livelli di supporto. Il database di professionisti è in continuo aggiornamento

Ci sono vari gradi di supporto che diamo alle produzioni in arrivo. Alcuni interventi sono di grado zero, in quanto le società si muovono in autonomia sia per consuetudine (la serie Don Matteo è giunta alla sua 14ª stagione), sia perché i produttori prendono contatti diretti con i comuni interessati. Questa situazione è motivata dall’assenza, fino al 2021, dell’Umbria Film Commission, per cui a breve è previsto un incontro di coordinamento con tutti i comuni dell’Umbria, proprio per uniformare le modalità di supporto e per identificare le figure-chiave nei vari comuni per la concessione di permessi e autorizzazioni varie.

Ci sono poi nostri interventi a sostegno dei sopralluoghi, che ovviamente potrebbero o non potrebbero sfociare nella decisione di realizzare le riprese sul posto; oppure interventi a favore dei vincitori dei bandi Umbria Film Fund. A Perugia è stato girato di recente un film olandese, The Dadchelor, che sarà visibile su Netflix in autunno, al quale abbiamo fornito supporto logistico in coordinamento col Comune di Perugia. È stata poi girata in diversi luoghi dell’Umbria una puntata di 4 Hotel, con Bruno Barbieri, che ha avuto la necessità di individuare le migliori sistemazioni alberghiere per la troupe, nonché la disponibilità di luoghi particolari per determinate messe in scena.

The Dadchelor, set a Perugia

In altri casi ci chiedono dei nominativi di personale tecnico del quale le produzioni potrebbero avere bisogno (macchinisti, elettricisti, autisti, truccatori, etc.). In tal caso si attinge alla nostra banca dati di professionisti umbri che, nel corso dei mesi, si è andata popolando sempre di più ed è costituita da figure le cui competenze vengono accuratamente verificate prima di essere incluse nell’elenco.

Di recente abbiamo fornito un notevole supporto logistico e comunicazionale per il casting di uno dei film vincitori del Film Fund 2022. Cercavano bambini fra i 5 e gli 11 anni, comprese coppie di gemelle omozigote. Sono stati intervistati almeno 400 bambini umbri direttamente e altri 500 hanno inviato la loro candidatura via email: un risultato superiore alle aspettative che ha sorpreso gli stessi responsabili della selezione.

In definitiva, se è vero che non abbiamo ancora un censimento numerico delle produzioni supportate, è altrettanto vero che le varie società di produzione stanno finalmente scoprendo l’esistenza di una Film Commission attiva e funzionante.

Quali progetti avete in cantiere per il futuro?

Un nuovo database delle location, attenzione alla formazione per migliorare la quantità e qualità delle maestranze

Le aree che dobbiamo migliorare riguardano in primo luogo il database delle location, che prevediamo di riorganizzare completamente. Poi c’è l’attività di formazione: abbiamo bisogno di migliorare la quantità e la qualità delle maestranze che ci vengono richieste dalle produzioni. Inoltre, abbiamo riscontrato la necessità di incrementare il tessuto imprenditoriale della regione: non c’è un numero sufficiente di produttori cinetelevisivi locali capaci di operare a livello nazionale e internazionale.

Fra le altre attività di spicco c’è la seconda edizione del Film Business Think Tank, un incontro ad alto livello in un resort di lusso fra i più importanti operatori nazionali e internazionali e un gruppo selezionato di giornalisti economici, per fare il punto sulla situazione economico-finanziaria del sistema audiovisivo.

Di produzioni in arrivo ce ne sono diverse, ma al momento non possiamo parlarne perché la gestione della comunicazione è, giustamente, riservata in primo luogo alle imprese di produzione. Ma le belle sorprese non mancheranno.

(Monica Sardelli)