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‘La sobrietà’, tra Roma, Foggia e Madrid un mockumentary barocco sul cinema

28-04-2026 Vania Amitrano Reading time: 4 minutes

Una commedia nera in chiave mockumentary, così il regista Carlo Fenizi definisce La sobrietà, il film girato tra Roma, Foggia e Madrid che racconta dietro le quinte degli ambienti cinematografici, tra manie e debolezze dei suoi protagonisti. Un indie eccentrico, tra finzione e documentario, che vede nel cast Michele Venitucci, Eva Basteiro-Bertolí, Antonia San Juan, con la partecipazione di Carmen Russo e Amanda Lear.

La sobrietà

Dopo una delusione professionale, Rodrigo, regista dalla fantasia iperbolica, incontra Kimba, figura enigmatica del cinema. Preparatrice di attori, direttrice di casting e ideatrice di un metodo controverso che tiene in pugno un gruppo di attrici disposte a tutto pur di raggiungere il talento e il successo, con pratiche ridicole e manipolatorie. Con l’aiuto di Cornelio, sceneggiatore anche lui caduto nella trappola, Rodrigo decide di realizzare un documentario per scoprire la verità sulla vita della donna e smascherare tutte le contraddizioni del "Metodo Kimba". Ma più le riprese avanzano, più i confini tra osservatore e soggetto e tra realtà e finzione si confondono. Chi sta osservando davvero chi?

La sobrietà porta su Prime Video un genere trasversale che assomiglia al camp, ossia quello stile fondato sull'esagerazione e su un uso sfrontato del kitsch, tra ironia e ricercata artificialità. Per il suo film il regista Fenizi, anche sceneggiatore con Raffaele Notaro e produttore, ha curato in prima persona la scelta degli ambienti e delle location, attingendo alla propria cerchia privata di amicizie e familiari e alle suggestioni che ha collezionato visitando diversi luoghi, case, strade, scorci e città dalle atmosfere particolari. “Sono un amante delle scenografie e delle ambientazioni e sono ossessionato dai dettagli, per me sono aspetti importantissimi che difficilmente delego”, spiega Fenizi.

Parliamo di una storia su una specie di actor-coach dal metodo ridicolo, che però riesce a catturare l’attenzione di queste attrici e opera in luoghi tutti diversi. C'è un garage, una libreria abbandonata, un salotto signorile di un palazzo del Settecento, una specie di teatro: ogni volta si capisce che lei va cambiando location per cui ogni ambiente in qualche modo rispecchia una specie di percorso esistenziale itinerante in fuga da qualcosa. Il finto documentario inserisce i personaggi all'interno delle location in cui sono stati visti nella finzione in uno scambio in cui non si percepisce, nemmeno al livello della fotografia, la differenza tra realtà e finzione. Ho voluto mantenere questo gioco ambiguo tra questi due piani”.

Tra Roma e Foggia

Roma è colta in località rilevanti e inconfondibili come il Colosseo, Circo Massimo e Villa Torlonia. Mentre dalla zona del foggiano compaiono il Cimitero, uno scorcio del Gargano e la Baia di Pugnochiuso. Ma “le location non sono del tutto realistiche, sia per come vengono inquadrate che per le loro caratteristiche strutturali, e in questo modo aderiscono al genere del film un po’ assurdo. Anche le location più semplici sono valorizzate dall’inquadratura che cerca sempre una profondità o un punto di fuga particolari”, aggiunge Fenizi.

La sobrietà si avvale anche di un breve passaggio a Madrid. “C’è un filo conduttore che lega tutte queste location - chiarisce Fenizi - Sono molto affascinato da quei luoghi per nulla neutri, che però hanno una simmetria. Sono un amante del grottesco, di tutto ciò che non è naturalista e realista, e La sobrietà è un film molto barocco in un certo senso”.

La sobrietà è un film auto prodotto da Carlo Fenizi con Raffaele Notaro, con la collaborazione di Tejo film, società pugliese di produzione e distribuzione cinematografica indipendente ed è in onda dal 27 aprile su Prime Video.