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‘Il prigioniero’, da Don Chisciotte al premio Oscar Amenábar passando per l’Italia con Borghi

09-06-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

Non molti sanno che Miguel de Cervantes, il popolare autore di "Don Chisciotte della Mancia" (1605), tra il 1570 e il 1575 si trasferì in Italia e nel 1571 fece anche parte della flotta della Lega Santa che sconfisse quella turca nella battaglia di Lepanto. A lui il regista premio Oscar Alejandro Amenábar si è ispirato per realizzare Il prigioniero, film presentato al Torino Film Festival 2025 e in sala dal 10 Giugno con Lucky Red, che dell’Italia porta ben più di una traccia visibile. Nell'opera coprodotta da Spagna e Italia protagonista, al fianco di Julio Peña nel ruolo di Cervantes, c'è infatti anche Alessandro Borghi nei panni del Bey di Algeri di origini veneziane.

Il prigioniero

Nel 1575 un giovane Miguel de Cervantes (Julio Peña) è catturato e tenuto prigioniero dai corsari ottomani. Lo attende una lunga cattività e forse una morte crudele a meno che i suoi compatrioti missionari trinitari non riescano a pagare il suo riscatto. Ma durante la prigionia Cervantes scopre un metodo per evadere, almeno nella libertà dell’anima, attraverso l’arte del racconto. Mentre Miguel distrae se stesso e i suoi compagni di prigionia inventando storie cariche di speranza, riesce inconsapevolmente a catturare anche l’attenzione del suo principale carceriere, Hasan Pasha (Alessandro Borghi), enigmatico e temuto Bey di Algeri, con il quale intesse un legame che si fa sempre stretto e intenso. Ma ciò non lo frena dall’elaborare un audace piano di fuga con i suoi compagni.

Hasan Pasha era un ragazzo di origini veneziane che fu catturato dai corsari musulmani e si convertì. All’epoca, quando qualcuno accettava la loro religione e la loro cultura, diveniva a tutti gli effetti parte della società. Hasan divenne l'amante di colui che lo aveva catturato e finì per essere il più grande governatore dell'Algeria. Il suo personaggio visse un mix di culture”, così il regista e sceneggiatore Alejandro Amenábar ha spiegato a Torino il forte legame del personaggio con l’Italia.

Raccontare la storia di uno dei più grandi narratori di tutti i tempi è iniziato come una sfida narrativa, ma si è trasformato in una delle esperienze più personali della mia carriera. Parliamo dell’autore che ha concepito il romanzo più famoso della letteratura”, racconta Amenábar.

Approfondendo non solo la sua opera, ma anche biografie, saggi, documenti il regista ha trovato proprio tra le pagine di Don Chisciotte una storia che narra “la drammatica prigionia ad Algeri di un soldato spagnolo caduto nelle mani dei corsari berberi e il suo audace piano di fuga”. “Non è difficile – aggiunge Amenábar - riconoscere un legame tra quell’avventura immaginaria e gli eventi realmente vissuti da Miguel, catturato dai Mori nel 1575 e protagonista di diversi tentativi di fuga”.

Alessandro Borghi è Hassan Veneziano ne Il prigioniero

Nella realtà storica Cervantes, che già aveva alle spalle anni di frequentazione con l’Italia, durante la sua prigionia ebbe a che fare con Hasan Pasha, anche detto Hassan Veneziano per via delle sue origini. Di qui Amenábar ha immaginato la relazione che avrebbe potuto legare i due personaggi e la scelta di far ricadere il ruolo su Alessandro Borghi.

Ammiravo molto Alessandro Borghi e per me lavorare con lui era come un sogno. Quando gli ho mandato la sceneggiatura e lui ha detto ‘sì, voglio farlo’, è stato un momento miracoloso. I veri incontri tra Hasan e Cervantes avrebbero potuto svolgersi anche nella realtà in italiano, ma Alessandro ha subito detto di volerlo recitare in spagnolo, ha insistito per farlo in un'altra lingua, era una sfida per lui. Gli piacciono queste sfide”, dice Amenábar.

Il prigioniero è stato dunque girato in spagnolo anche da Borghi. Le riprese, della durata complessiva di dodici settimane, si sono svolte in varie località della Regione Valenciana, tra Alicante, Santa Pola e gli studi della Ciudad de la Luz, nonché presso i Reales Alcázares di Siviglia. Altre location includono la città di Valencia e il porto di Alicante, luoghi che ricreano con grande realismo l’atmosfera storica del XVI secolo.

Il prigioniero è una coproduzione spagnolo-italiana prodotta da Mod Producciones, Himenóptero, Misent Producciones, Mod Pictures e Propaganda Italia, con la partecipazione di Netflix, RTVE e RAI Cinema, e con il sostegno dell’ICAA, Ministerio de Cultura, Gobierno de España e del Ministero della Cultura italiano, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in collaborazione con la Generalitat Valenciana, con il supporto di Eurimages e Regione Lazio, e con il finanziamento di Arcano e la partecipazione di CREA SGR.