VENEZIA – Un giornalista di mezza età che il mondo sembra cordialmente ignorare e un performer idolatrato dal pubblico senza motivo apparente sono i personaggi che innescano il viaggio febbrile tra identità e illusione al centro de Il grande Giaffa, opera prima di Marco Santi che apre la 41^ Settimana Internazionale della Critica a Venezia. Un noir esistenziale in cui il regista si interroga su quanto della nostra identità appartenga davvero a noi e quanto allo sguardo degli altri, con Edoardo Pesce nei panni di un uomo alienato, Giacomo Falta, che osserva l’altrui felicità a distanza, incapace di trovare la propria collocazione nel mondo. La svolta esistenziale arriva quando assiste allo spettacolo teatrale del Grande Giason, una star carismatica amata dal pubblico, e si convince che copiandone gesti e parole possa trasformare anche se stesso in un uomo di successo, percepito dagli altri come ‘un grande’.
Nel tentativo di reinventarsi, Giacomo si perde in una notte lunghissima, in cui il sogno di essere qualcun altro diventa pericolosamente reale e il confine tra identità e illusione si assottiglia. “Muovendosi tra commedia e favola nera, il film esplora il bisogno universale di essere visti, amati e riconosciuti: quel desiderio profondo di sentirsi finalmente al posto giusto, anche a costo di smarrire se stessi - sottolinea il regista - . Un racconto sull'identità, sulle maschere che indossiamo e sulla tentazione, forse condivisa da tutti, di vivere almeno una volta la vita di qualcun altro”.
"Più che una tragicommedia è una favola nera - continua - che abbiamo evocato anche scegliendo come ambientazione un paese molto isolato, chiuso in se stesso, atemporale. Questa è una storia che potrebbe svolgersi ai giorni nostri come vent'anni fa", dice il regista a proposito delle ambientazioni claustrofobiche e opprimenti, che costituiscono una sorta di bolla temporale e geografica di una provincia chiusa in se stessa, tra luci fredde e alienanti e disturbanti neon.
Quattro le settimane di riprese, dal 9 gennaio al 7 febbraio 2026, a Cuneo e provincia, tra Busca, Cuneo, Fossano e Savigliano (consulta la nostra scheda SUL SET) il film è prodotto da 10D Film e Andromeda Film con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – Bando “Piemonte Film TV Fund” e realizzato con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte e con il contributo del Ministero della Cultura.
Diversi i professionisti piemontesi coinvolti sia nel cast tecnico che artistico. Delle 43 persone di troupe, 35 i piemontesi impiegati (circa 80%). Folto anche il gruppo di attori piemontesi anche nel cast secondario, oltre a circa 200 comparse.