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Location delle Marche tra teatri e dimore storiche

04-09-2026 Monica Sardelli Reading time: 6 minutes

VENEZIA - La Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission ha presentato a Venezia un doppio incontro dedicato alla valorizzazione di teatri e dimore storiche delle Marche come location per il cinema e l’audiovisivo e come occasioni di turismo culturale e cineturismo. I due panel sono stati moderati dal Presidente di Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini.

La prima parte del panel ha avuto come ospiti il location manager Giuseppe Nardi e il produttore cinematografico Enzo Sisti, ed ha approfondito il patrimonio dei teatri marchigiani, oggi ulteriormente valorizzato dal riconoscimento UNESCO di 8 teatri storici della regione.

"Spesso i teatri vengono considerati dei luoghi chiusi, statici, quasi inaccessibili per molti se non per gli appassionati - ha introdotto Agostini. - Noi siamo voluti andare oltre e ragionare di questi luoghi come location per il cinema e allo stesso tempo con la caratteristica di teatri 'condominiali' nel senso di privato e pubblico che si uniscono per realizzare una nuova realtà a beneficio di tutti".

Nardi è autore delle foto del progetto “I 62 teatri storici delle Marche”, una campagna di valorizzazione fotografica finalizzata a raccontare questi luoghi e a promuoverli anche come potenziali location per il cinema e l’audiovisivo. "Quando ho iniziato questo progetto non sapevo cosa aspettarmi: ogni giorno vedevo qualcosa di diverso dal giorno precedente, credo che non ci sia un territorio che ha così tanti teatri in un così piccolo spazio, ciascuna con la sua particolarità. È stata una fortuna immensa entrare nei teatri completamente vuoti ed averli a disposizione per quattro-cinque ore per fotografare spazi che non riesci a vivere se non li vedi in modo esclusivo. Tanti di questo luoghi possono funzionare come spazi teatrali ma anche come spazi neutri". Tra questi luoghi, Nardi ricorda anche quelli colpiti dal sisma del 2016, luoghi che hanno una potenza tale che non vanno nascosti come posti da dimenticare, ma da piuttosto da rivalutare "perché anche così sono posti unici".

Sisti ricorda la magnificenza dei luoghi della cultura di cui l'Italia è ricca: ogni regione ha le sua particolarità, le sue differenze culinarie, ma le unisce l'ospitalità e la bellezza dei luoghi. Le Marche non sono da meno: sono ricchissime di luoghi, molti dei quali ancora da scoprire sebbene logisticamente un po' più difficili da raggiungere.Il produttore ha ricordato, tra le altre cose, l'esperienza di Ripley, serie per la quale ha ottenuto il premio "Italy for Movies" per aver messo in risalto la bellezza di alcune location italiane. Ha inoltre riconosciuto il valore delle maestranze italiane "le migliori al mondo" oltre al ruolo di Cinecittà, un brand importantissimo riconosciuto a livello internazionale. Ha poi aperto all'intelligenza artificiale che andrebbe studiata come uno strumento utile ad aiutare ed integrare il lavoro umano senza sostituirne la creatività. 

Durante la seconda parte dell'incontro è stato presentato il progetto “Dimore in cerca d’Autore – Cinetour” creato e coordinato da Sandro Angelini per Piceni Art For Job, per valorizzare le dimore storiche marchigiane attraverso il cinema, promuovendole come luoghi di cultura e racconto del territorio, e insieme possibili set e destinazioni cineturistiche.

Lo spunto per la discussione è stata la presentazione del cortometraggio “Io mi Fermo qui”, diretto da Paolo Consorti e scritto dallo stesso Consorti insieme ad Anna Olivucci, che racconta una storia d’amore, memoria, cinema e fantasie, in viaggio attraverso tre suggestive dimore storiche del Fermano. Sono intervenuti Anna Olivucci – AD del progetto “Dimore in cerca d’Autore – Cinetour”; Paolo Consorti – Regista del corto “Io mi Fermo qui”; Daniel Tiberi per Expirit, società che si occupa di destination management; Barbara Rocci per Movimondo Viaggi.

Olivucci ha ricordato come crare interesse cineturistico non sia automatico, ma si sviluppa quando con la propria opera si arriva talmente vicino alla natura del luogo che è il luogo stesso a chiamarti. 

Consorti ha spiegato il passaggio in cui, secondo il suo punto di vista, un luogo si trasforma in personaggio. È avvenuto anche con il corto oggetto del panel: "mi ispira un personaggio e lo adatto al luogo. I luoghi in cui abbiamo girato erano talmente belli che il passaggio è stato facile".

Tiberi ha chiarito il concetto di "on screen tourism", ovvero il turismo motivato dalla visione di contenuti audiovisivi, fondamentale per le strategie di promozione di un luogo. Fermo e provincia hanno tra i vari asset la promozione del territorio attraverso produzioni cinematografiche e audiovisive e questo ha dato il via da parte degli enti a produrre e creare un prodotto cineturistico. "Per noi è fondamentale lavorare con la comunità dal basso, obiettivo ingaggiare fin da subito gli stakeholder dei reali protagonisti di quello che sarà il cinetour, crendo punto di contatto tra il corto e il cinetour.

Rocci ha posto l'accento sulle piccole produzioni che possono creare un contatto con il territorio: "Ci siamo immaginati il cinetour non come delle tappe ma come scene di un film. Abbiamo pensato a delle cineguide, che non sostituiscono la guida umana e l’accompagnatore turistico, ma lo accompagnano perché vanno a fondo nel vivere il territorio".