Share

‘Cambogia’, il grottesco, fumettistico mondo del crime firmato Valerio Lundini

21-10-2026 Vania Amitrano Reading time: 5 minutes

“Ci tenevo che fosse un qualcosa di grottesco e fumettistico”, dice l’attore, comico e ora anche regista Valerio Lundini di Cambogia, suo film d’esordio presentato alla XXI Festa del Cinema di Roma. Un crime, ma soprattutto un film surreale e divertente che si prendersi gioco delle tante serie Tv di genere, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, il film vede protagonista lo stesso Lundini in una doppia veste, reale e di finzione, affiancato da Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini e Andrea Di Maria e con la partecipazione di Sonia Bergamasco e Mara Venier nei panni di se stessa.

A Roma è quasi una parola chiave, quando si dece ‘è ‘na cambogia’ si descrive una situazione caotica, disordinata, finanche quasi selvaggia. Valerio Lundini, originario dell’Appio Latino, doveva avere probabilmente in mente questa espressione quando ha pensato al titolo, Cambogia appunto, da dare al suo primo film, che è poi anche il titolo della serie di finzione che i suoi personaggi interpretano nella storia. Parliamo di un racconto quasi metacinematografico, che per un esordio alla regia è una bella sfida, ma il comico la affronta con la giusta ironia e si avvale di un cast tecnico di professionisti a cominciare dai produttori, Rovere e Sibilia, non a caso nomi dietro ai quali figura anche la saga Smetto quando voglio, con cui il film mantine alcune affinità in termini di stile, fotografia e comicità.

Cambogia

Valerio De Nicolais (Valerio Lundini) è un attore che ha raggiunto il successo con la serie crime 'Cambogia' nel ruolo del criminale chiamato Tramezzino. Sparatorie, esplosioni e faide sono al centro della serie, ma la sua storia è arrivata ad un epilogo, De Nicolais sente il bisogno di guardare ad altri progetti professionali e di scrollarsi di dosso il ruolo dello sgangherato scagnozzo. Quando però il regista dà lo stop ad una delle ultime scene, qualcosa va storto e Valerio si ritrova improvvisamente intrappolato dentro il mondo violento e pericolosissimo della serie, dove le pistole di scena sparano per davvero. Allo stesso tempo anche Tramezzino cambia mondo e prende il posto nella realtà dell’attore che lo interpreta. I due si ritrovano così a vivere la vita dell’altro e il caos impera, ciascuno vorrebbe tornare al proprio mondo e deve trovare il coraggio e il modo per rimettere in ordine quell’universo sottosopra.

Amante delle serie crime, ma anche dei fumetti e del buon cinema, Valerio Lundini ha accettato la sfida del suo primo film mettendoci tutta l’ironia di cui è capace e trovando nella strada del surreale e del pop la via per giocare a fare cinema per davvero. Il risultato è un film grottesco, divertente, ma anche complesso e ben curato nei suoi aspetti tecnici, dalla sceneggiatura, scritta da Lundini con Francesco Agostini e Matteo Tiberia, la fotografia firmata da Benjamin Maier, alla scenografia, curata da Cristina Del Zotto, che in Cambogia gioca un ruolo fondamentale.

I mondi di Cambogia

Trattandosi di due storie che viaggiano in parallelo con lo stesso interprete in due ruoli diversi, era fondamentale in Cambogia (scheda set) che la distinzione tra i due mondi, quello reale e quello di finzione, fosse netta e chiara. Lundini cura che Tramezzino e De Nicolais, sebbene identici, abbiano tratti distintivi ben distinguibili: trasandato, sempre con gli occhiali scuri e una cresta alta in testa il primo; più composto e ordinato il secondo.

Ma anche e soprattutto gli ambienti dei due mondi dovevano essere differenti. “Il film è diviso tra mondo reale e mondo finzione, quindi doveva esserci una riconoscibilità tra i due. Ci tenevo che nel mondo reale fosse tutto più normale, che la realtà fosse come azzimata, mentre mi divertiva che il mondo di finzione fosse più grottesco”, spiega Lundini alla presentazione del film a Roma.

Cambogia, spiega ancora il regista, nasce come “una parodia stilistica di serie di quel genere, ma poi dopo un po' diventa quasi Sin City”. Il mondo di 'Cambogia' è un fumetto pazzo, “un grottesco che supera se stesso”, Lundini lo descrive come un luogo in cui non esiste civiltà, in cui i criminali sono come bestie che si sparano, si minacciano e convivono con questa violenza in maniera serena.

“È come se l'universo di Cambogia fosse una sorta di Cartoonia di Roger Rabbit, ma con i criminali al posto dei cartoni animati. Questo punto di vista parodistico mi ha permesso di fare cose anche estreme, esagerate e fuori luogo che in un film realistico non avrebbero avuto tanto senso”, chiarisce bene Valerio Lundini.

Cambogia è una produzione Groenlandia con Rai Cinema e uscirà nelle sale il 18 marzo distribuito da 01 Distribution.