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‘Un’altra me’, il Teatro Eliseo di Roma apre le sue quinte ai social e all'IA

02-11-2026 Vania Amitrano Reading time: 6 minutes

“Un teatro schiacciato dai palazzi che lo circondano” è questo, come dice la protagonista, il cuore dentro al quale si sviluppa la storia di Un’altra me, opera prima di finzione di Luca Brignone, che mescola il reale con il mondo dei social, l’intelligenza artificiale con la drammaturgia teatrale e la musica. Margot Sikabonyi si sdoppia in due personaggi in una Roma primaverile e luminosa che accoglie la magia di uno dei suoi teatri più noti, l’Eliseo.

Un’altra me “è un film che vive di specchi: quello dell'app, quello del camerino, quello del palcoscenico”, scrive Luca Brignone. Sikabonyi incarna perfettamente questo gioco di specchi con arte, disinvoltura e in modo credibile, mentre si aggira nel dietro le quinte di un teatro che, tra fascino antico e contemporaneità, si apre anche al mondo dei social e si confronta con la prospettiva un po’ inquietante dell’intelligenza artificiale.

Un’altra me

Nel film Anna (Margot Sikabonyi) è una donna di trent’anni che fatica a realizzare se stessa sia nella vita professionale che in quella privata. Succube del mondo che la circonda non riesce ad affermarsi come musicista mentre fa più da schiava che da aiuto regista nella nuova messa in scena del 'Cyrano de Bergerac' di Edmond Rostand guidata da un affermato e arrogante regista teatrale. Le sue relazioni personali non vanno meglio, tutti la trovano scialba e non lo nascondono: il suo ragazzo la lascia, le sue amiche la criticano senza pietà, il regista la schiavizza e persino sua madre non esita a mortificarla. Un giorno esprime un desiderio pericoloso: vorrebbe diventare quella versione migliore di sé che ha costruito sui social e che fatica ad affermare nella vita reale. Un’app realizza il suo desiderio e nasce così LaBenni, una sorta di barbie super performante che prende il suo posto nelle dure giornate di lavoro, nelle serate frivole con le amiche e a pranzo con la sua mamma mondana. LaBenni affascina tutti e con le sue trovate brillanti rovescia completamente la percezione che le persone avevano di Anna, ma c’è un problema: lei non è reale e forse non è davvero nemmeno la versione migliore di lei.

Ernesto Mahaieux - Un'altra me

Un’altra me è ambientato negli spazi interni del Teatro Eliseo. Il regista muove la camera tra palco, camerini, sala macchine, foyer, platea, galleria e sala costumi. Con Anna esploriamo ogni angolo più affascinante del teatro e della sua magia celata agli occhi dello spettatore in una rottura della quarta parte che è tanto concreta quanto simbolica. Realtà e finzione non sono solo il doppio a cui acconsentiamo legittimamente a credere quando guardiamo uno spettacolo teatrale, ma ricordano anche la doppiezza che separa la verità sull’essere umani dal mondo virtuale e fittizio a cui i social ci hanno abituato.

Margot Sikabonyi, Lucrezia Lante Della Rovere - Un'altra me

“Abbiamo scelto di ambientare la storia dentro un teatro, tra prove, camerini e sipari, perché ci sembrava l'unico luogo abbastanza onesto da mettere a confronto con la finzione patinata di LaBenni. Il teatro è il posto dove la finzione si dichiara tale fin dall'inizio: si sale su un palco sapendo che tutti sanno che è un palco. I social, invece, promettono il contrario: sembrano vita vera, e non lo sono mai del tutto. Ci interessava che Anna vivesse esattamente nel punto di attrito tra questi due tipi di finzione: quella dichiarata del teatro, che può essere anche il luogo più vero che ci sia, e quella nascosta dei social, che si spaccia per verità”, spiega la cosceneggiatrice di Un’altra me Dora Albanese insieme a Luca Brignone.

La Roma del Teatro Eliseo

“Anche il teatro stesso viene rappresentato come un personaggio vivo che ‘respira e brontola nell’indifferenza della città’”, scrive Luca Brignone. E in effetti il Teatro Eliseo, situato nel centro della capitale, su via Nazionale sembra qusi la porta che apre a tutte le strade che imboccano i luoghi più suggestivi, noti e caratterizzanti della capitale in ogni sua forma: artistica, politica, storica e sociale.

Paola Sambo, Margot Sikabonyi - Un'altra me

Fuori dal teatro Roma è luminosa e brillante. I personaggi si aggirano su sfondi panoramici indubbiamente suggestivi e limpidi come il Colosseo, la Terrazza del Pincio, Villa Borghese con il suo laghetto dominato dal piccolo Tempio di Esculapio, piazza della Madonna dei Monti con la Fontana dei Catecumeni e naturalmente la prospettiva di via Nazionale all’ingresso del Teatro Eliseo.

Margot Sikabonyi, Andrea Bosca - Un'altra me

Un’altra me è prodotto da Èliseo Entertainment con Rai Cinema, prodotto da Luca Barbareschi. Il film è un’opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo Ministero della Cultura, dal 5 novembre al cinema distribuito da Altre Storie.