450 copie dal 29 gennaio in sala con 01 Distribution per il nuovo lavoro di Gabriele Muccino, Le cose non dette, tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, che firma la sceneggiatura insieme allo stesso regista. “Il motivo per cui ho voluto realizzare questo film è che i personaggi del libro li conoscevo perfettamente - ha detto Muccino - . Il lavoro dell’autrice corrisponde molto a quello che ho fatto nella mia filmografia: indagare personaggi in cerca di felicità e di relazioni serene, che non riescono però a trovare”.
Le cose non dette è film in cui, in mezzo a tante parole pronunciate ad alta voce, a pesare sono i silenzi, le cose non dette appunto. Omesse per paura, della propria debolezza o del giudizio di chi si ha vicino. Tra abitudini che si avvitano su se stesse accumulando tensioni, e verità nascoste che emergono quando i personaggi smettono di proteggersi, il film racconta di Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), una coppia affermata e brillante, che vive a Roma una routine fatta di successi lavorativi e un amore messo alla prova dalle delusioni della vita. In cerca di nuovi stimoli, la coppia parte per il Marocco insieme agli amici di sempre, Anna e Paolo (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini), e alla loro figlia Vittoria, adolescente in cerca di dimensione e indipendenza dalla madre nevrotica e troppo asfissiante.
Fanno parte del cast tecnico il direttore della fotografia Fabio Zamarion, l’aiuto-regista Claudio Aloia, lo scenografo Massimiliano Sturiale, la costumista Angelica Russo. Il Casting Director è Antonio Rotundi, il produttore esecutivo Andrea Passalacqua, il produttore delegato Carlotta Galleni. Il film è prodotto da Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema in associazione con Asa Nisi Masa.
Il luogo della vacanza - che anziché sanare finisce per esacerbare le dinamiche dei personaggi - che nel libro di Ephron è l'Italia con Roma e Siracusa, nell'adattamento cinematografico di Mucino è un Marocco esotico, con Tangeri città-orizzonte in cui le distanze sembrano accorciarsi e le verità diventano difficli da nascondere. Un luogo di fuga che non cura ma rivela, che si contrappone alla Roma del quotidiano, il luogo dove i personaggi vivono le loro polverose routine, nella concretezza disordinata e asfissiante del conosciuto.
Le geografie descritte non sono solo luoghi ma rispecchiano uno stato interiore: “Gli spazi non decorano, riflettono la frattura interna dei personaggi”, precisa Muccino che racconta di aver deciso dove ambientare il film durante una vacanza in Spagna con la famiglia: "Dalla Spagna guardare Tangeri è come vedere Ischia da Napoli: al tempo stesso luogo vicino ma lontano".
“Un giorno siamo andati con mia moglie e i nostri figli in traghetto in Marocco - ha raccontato - ne sono rimasto affascinato e ho pensato che fosse un posto molto bello per girarci un film. Da quel momento Le cose non dette si è ambientato nella mia testa a Tangeri. La città è magnetica: con un piccolo percorso in traghetto, molto semplice, ci si ritrova in un luogo completamente diverso. Non sei più in Occidente, così distante, si percepisce un altro ritmo, un altro comportamento sociale. È il posto giusto dove i personaggi possono perdere le loro maschere. Ogni cosa li fa sentire lontano da casa; e quando si è lontani si riesce a esplorare meglio se stessi e le proprie emozioni più profonde perché ci si sente quasi più sicuri. Anche se, ovviamente, non lo si è davvero”.
Le riprese, durate 8 settimane, sono iniziate a Tangeri a fine maggio 2025, dove la produzione ha girato per circa 30 giorni, e proseguite poi a Roma fino a luglio 2025, coinvolgento una troupe di 75 professionisti. (Consulta la nostra scheda SUL SET)
Elisa, interpretata da Miriam Leone, è un personaggio complesso che vive di implosione. Non vuole fare domande che possano rivelare verità dolorose, sembra non comprendere, ma non è affatto un’ingenua. Davanti alla frustrazione di non riuscire a diventare madre, la sua vita di coppia entra in crisi, ma, un po' come gli altri personaggi femminili del film, non subisce gli eventi, cerca comunque il cambiamento.
Non accettando che le cose con suo marito smettano semplicemente di funzionare, organizza un viaggio a Tangeri per guardare la realtà da un altro punto di vista, per concedersi nuove possibilità. “Costruire il personaggio è stato complicato - ha detto l'attrice - . Ho lavorato molto per sottrazione, e togliere è sempre più difficile che aggiungere. Insieme a Gabriele Muccino, con cui ne ho discusso a lungo, ci siamo fatti tante domande su come poterle dare uno sguardo intelligente sulle cose e, allo stesso tempo, non farle vedere fino in fondo ciò che sta accadendo davvero. Un qualcosa che succede spesso nella vita: ci sentiamo consapevoli e pensiamo di avere tutto sotto controllo, invece l’inconscio ci nasconde molte verità. Per questo Le cose non dette riguarda un po’ tutti, parla di amore e di amicizia ma soprattutto di quanto siano fragili e imperfette le relazioni umane”, ha aggiunto Miriam Leone, che, a differenza degli altri interpreti principali, ha lavorato per la prima volta con Muccino.
Stefano Accorsi - attore feticcio di Muccino dai tempi de L'ultimo bacio - interpreta nel film uno scrittore e professore di successo, in piena crisi di mezz'età, che confonde una presunta romantica sensibilità con autentica vigliaccheria. Incarna perfettamente il modello di uomo che vuole tutto - matrimonio, desiderio, possibilità di nuova paternità - ma che poi non decide o sceglie niente, mantenendo a oltranza, almeno fino al punto di non ritorno, un equilibrio precario costruito su non detto e nascosto. “Ci sono cose che non diciamo e nemmeno ci rendiamo conto del perchè. Nelle vite di tutti c’è sempre uno sliding door, un momento spartiacque che divide l’esistenza in due”, rimarca Accorsi nel sottolineare il valore universale delle omissioni che sottendono le vite di tutti. “Quanto può essere innocente un bacio, una carezza, un silenzio, un piccolo gioco di complicità; e invece quante conseguenze può portarsi dietro”.
"Quello che mi piace nei film di Muccino - aggiunge l'attore- è che attraverso una struttura articolata emergono sentimenti umani e quotidiani che riguardano ognuno di noi. E' facile giudicare un personaggio ma è più difficile guardare noi stessi. Nei film di Gabriele gli assi si spostano: lo spettatore passa dal giudicare qualcuno al capire se stesso”.
Le cose non dette è anche il titolo della canzone originale firmata da Mahmood (prodotta e diretta da Paolo Buonvino) per il nuovo, omonimo, film di Gabriele Muccino. Un singolo inedito del cantautore uscito dal 16 gennaio per Island/Universal Music, che accompagna trailer e immagini centrali del film, sottolineandone l'atmosfera emotiva:
Proverò a riempire i giorni
Dagli sbagli che fottono l'anima
Amore mio, da qui, sento
Sempre più forte questo vento d'Africa
Nel tuo sguardo indifferente
Ci sono oceani di cose non dette
Come le cose che non rifaremo
É la prima volta che Mahmood si cimenta in una colonna sonora per il grande schermo.
Carlo ed Elisa, coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo, e alla loro figlia adolescente, Vittoria.
Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano. Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non conosciamo mai davvero chi ci sta accanto.