Il cinema come strumento di coscienza è da sempre la mission di Cinemambiente, che dal 3 al 7 giugno animerà Torino per la 29^ edizione.
Anche quest'anno il festival è un invito a guardare il mondo da vicino: "nei suoi paesaggi più fragili, nelle ferite aperte dallo sfruttamento delle risorse, nei racconti di chi osserva il cambiamento e prova a restituirne la complessità, negli scrigni naturali ancora integri che rischiano di sparire per sempre" oommentano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema.
I temi di questa edizione - turismo insostenibile, deforestazione, guerre per l’acqua, tutela della biodiversità - mappano il nostro rapporto con il Pianeta e ne tratteggiano scenari futuri.
Ricco il programma, che vede, accanto alle proiezioni, le collaborazioni con università, istituzioni scientifiche e realtà del territorio, che arricchiscono il Festival e ne ampliano il dialogo con le nuove generazioni.
Il Concorso documentari internazionali presenta 8 titoli, che affrontano temi molto diversitra loro e confermano una tendenza del cinema ambientale a utilizzare narrazioni e codici sempre più articolati e sofisticati. L’esposizione della realtà diventa un elemento di partenza su cui si innestano declinazioni personali degli autori e delle autrici e da cui emerge la volontà non solo di raccontare, ma anche di interpretare la complessità del presente.
Il Concorso cortometraggi, tutti presentati in anteprima nazionale e suddivisi in quattro programmi, comprende 17 titoli, provenienti da 15 Paesi, in cui si riscontra varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione e il superamento della rigidità del genere tradizionalmente “ambientale”, con l’abbandono dell’allarmismo e degli aspetti più militanti a favore di storie caratterizzate da un maggiore investimento individuale, creativo, esistenziale. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa quindi un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine: sempre in anticipo sui tempi, il cinema “breve”, come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il Pianeta.
Le 23 opere presenti in Made in Italy attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione. Raccontano un tempo storico in cui la crisi ambientale non è più soltanto uno sfondo: modifica i paesaggi interiori ed esteriori, ridefinisce il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. I film di quest’edizione non osservano la natura da lontano, né si limitano a documentarne il deterioramento. La abitano, la ascoltano, ne registrano le ferite, le mutazioni, le sopravvivenze invisibili attraverso un cinema che diventa strumento di esplorazione e resistenza.
La sezione internazionale non competitiva Panorama è quest’anno composta da due focus, ciascuno articolato in un trittico di film convergenti su un tema specifico e accompagnato da incontri di approfondimento. Il primo focus si intitola Senza limiti? Come ripensare il Pianeta e affronta il
tema cruciale del modello di sviluppo, imperante e apparentemente insuperabile, fondato sullo sfruttamento senza limiti delle risorse del Pianeta. Il secondo, Scienza e (in)coscienza, indaga sulla responsabilità in capo ai ricercatori ambientali, consapevoli di conoscere, prima e meglio di altri, la portata della crisi ambientale, che, come i protagonisti dei film proposti, sembrano avvertire la necessità di uscire dai laboratori, prendere posizione pubblicamente e impegnarsi in prima persona.
Le sale CineVR allestite dal Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana ospitano la sezione Cinemambiente VR, con due opere della fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog.
A questi eventi si aggiungono altre proiezioni ed eventi speciali, Ecoeventi, Cinemambiente Junior, la sezione del festival dedicata ai più piccoli.
Il programma dettagliato, con i titoli delle opere e degli eventi, è disponibile a questa pagina.
La sede principale delle proiezioni è il Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema. A partire dal giorno successivo alla proiezione in sala, una selezione di film sarà visibile online tramite il sito del Festival, fino al 14 giugno, sulla piattaforma OpenDDB, che avrà una capienza di 300 accessi per ciascun titolo.
Altre sedi delle iniziative a Torino: Mole Antonelliana, Museo Regionale di Scienze Naturali, Binaria Centro Commensale, Accademia delle Scienze, Politecnico di Torino – Aula Magna, Casa Luft, PAV - Parco Arte Vivente.
Fuori città: Castelletto di San Mauro Torinese.
L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è gratuito fino a esaurimento posti.